Carcere, Garante detenuti: “Penitenziari italiani ai limiti del sovraffollamento”

carcereDagli educatori che in carcere hanno il compito di svolgere attività di osservazione e trattamento del detenuto, ai direttori sempre più carenti di numero come quello degli agenti di polizia penitenziaria.

La grave situazione delle carceri italiane passa per la carenza di personale in tutti i settori, oltre che per la mancanza di fondi.

E’ un grido d’allarme forte quello che arriva dopo la notizia del suicidio di un giovane ucraino di 22 anni avvenuto lunedì mattina in carcere a Ferrara. Il ragazzo era stato arrestato domenica con l’accusa di oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Portato in carcere attendeva, per ieri pomeriggio, l’udienza che forse l’avrebbe rimesso in libertà. Ma il 22enne ha deciso di togliersi la vita, soffocandosi con i jeans. Un agente di polizia penitenziaria aveva parlato con il 22enne una decina di minuti prima del tragico fatto: “Non erano trapelati segni o comportamenti che potessero far pensare che il giovane potesse attuare un gesto simile” hanno spiegato gli agenti.

Quello di Ferrara è stato il 25esimo suicidio avvenuto in un carcere italiano dall’inizio dell’anno sottolineano unitamente i sindacati di polizia penitenziaria, Sappe e Osapp. Un numero che parla, che segnala episodi di suicidio e di autolesionismo in crescita.

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Marcello Marighelli, Garante regionale E-R dei detenuti

“La situazione nelle carceri in Italia ma anche in Emilia-Romagna è complessa: siamo al limite del sovraffollamento, servirebbe più prevenzione, sarebbe importante utilizzare meno la misura di detenzione come pena e lavorare sulle misura alternative” spiega Marcello Marighelli, Garante regionale dei detenuti, che esprime vicinanza e solidarietà alla famiglia del giovane ucraino.

“La popolazione penitenziaria è in crescita, ed è una popolazione con problemi di emarginazione e povertà assoluta” continua Marighelli che sottolinea la necessità di “trovare soluzioni come l’utilizzo della massima pena per i casi più pesanti e pericolosi ed utilizzare soluzioni alternative, attraverso un volontariato gratuito e di pubblica utilità, per recuperare chi ha commesso reati minori. Od ancora applicare le procedure per far scontare la pena ai detenuti stranieri nel loro paese”.

Il dato certo è che ad oggi il sovraffollamento carcerario è una realtà. Come è una realtà che in carcere se muore. E con questo dovranno fare i conti non solo le istituzioni e la politica ma anche tutta la società civile

di Antonella Vicenzi

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