Carceri, Sappe: “Arginone va chiuso, cucina è inagibile”

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La cucina, dove lavorano detenuto cuochi e agenti della polizia penitenziaria e dove si prepara da mangiare per tutti i detenuti è inagibile: andrebbe rifatto il tetto ma soprattutto, non funzionando l’aspiratore, la condensa rimane all’interno del locale rendendo il pavimento bagnato e scivoloso, sul quale qualcuno è già caduto. E’ la denuncia del Sappe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria, dopo la visita di una propria delegazione nel carcere di Ferrara, che ha denunciato anche la mancanza di riscaldamento nelle garitte dove staziona il personale di polizia penitenziaria impiegato nel servizio di vigilanza lungo il muro di cinte, registrando quindi temperature, soprattutto la notte, sotto lo zero. Per sistemare il carcere di via Arginone, dove alcune zone sono chiuse perché danneggiate dal sisma, servono 400mila euro, ma le risorse non ci sono. Chiudere la cucina però significa chiudere il carcere. E proprio in questi giorni il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria sta inviando a Ferrara sei detenuti condannati per fatti di terrorismo nazionale ed internazionale, tra i quali islamici, che dovranno essere ristretti in un’apposita sezione che, ci riferiscono, al momento non garantisce le necessarie condizioni di sicurezza. Tutta la struttura, dicono al Sappe non è pronta per ospitare detenuti così pericolosi, classificati AS2. Gli agenti in servizio sono 189 ma quelli a contatto con i detenuti sono una novantina. Un numero sottodimensionato. Agli agenti mancano anche i mezzi: per trasportare i detenuti, ad esempio, si utilizzano blindati che hanno già fatto centinaio e centinaia di chilometri di strada.

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