Carife, accordo raggiunto per l’uscita di 334 dipendenti

Raggiunto nel pomeriggio l’accordo tra i vertici di Carife ed i sindacati per la verifica del numero degli esodi incentivati.

Saranno 334 i dipendenti che lasceranno l’istituto cittadino, mentre altri 24 hanno chiesto di passare ad un part-time.

Un ‘alleggerimento’ che dovrebbe ora permettere l’acquisizione di Carife da parte di Bper, la Banca Popolare dell’Emilia-Romagna

Trecentotrentaquattro persone, quattro in più rispetto al 27 gennaio scorso. Sono i dipendenti che, tra aprile e dicembre, usciranno definitivamente da Carife. A questo numero poi si devono aggiungere anche i 24 dipendenti che passeranno ad un part time, altro passaggio utile all’azienda per ridurre il costo del lavoro. E’ quanto deciso nell’accordo tra i vertici dell’istituto cittadino e i sindacati, sia locali che nazionali, siglato in maniera definitiva dopo un incontro durato alcune ore.

Una partita che si è chiusa dopo non poche sofferenze e che dovrebbe permettere ora l’acquisizione di Carife da parte della Banca Popolare dell’Emilia-Romagna. “E’ stata una procedura molto difficile e faticosa che ha comportato un grande sacrificio per il lavoratori” ha sottolineato Maria Teresa Ruzza di Uilca Nazionale. “Dopo questa fase molto pesante auspichiamo che ci sia ora la possibilità per i colleghi che restano in azienda di raggiungere, con un nuovo datore di lavoro, la tranquillità di poter lavorare al meglio, con l’obbiettivo di un rilancio dell’economia locale” ha concluso la sindacalista della Uil. L’alleggerimento di organico di Carife, che vede così diminuire i dipendenti dai circa 900 agli attuali 550, ora dovrà passere per atti precisi come le firme per entrare nel fondo di solidarietà e dalle formalizzazioni delle dimissioni. Il prossimo 20 febbraio ci sarà un altro incontro, azienda-sindacati, per verificare gli aspetti applicativi dell’accordo.

Ora l’attesa è, per la prossima settimana, con il Cda di Bper per definire l’acquisizione di Carife. Secondo alcuni analisti finanziari l’ istituto di credito di Modena con la possibilità di acquisire la Cassa di Risparmio di Ferrara e una possibile fusione con il Credito Valtellinese avrebbe ampi margini per correre in borsa.

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