Carife, annullata l’assoluzione di Murolo

gennaro-murolo

La Corte di Cassazione meneghina ha disposto un appello bis per l’ex direttore generale di Carife Gennaro Murolo che fu prima condannato e poi assolto in appello per un’operazione immobiliare che creò rischi alle casse di Carife.

Per la Corte di Cassazione di Milano il processo per il caso Vegagest deve essere rifatto. Il terzo grado di giudizio del tribunale del capoluogo lombardoinfatti ha annullato la sentenza di secondo grado, l’appello, arrivata lo scorso giugno e che di fatto assolveva l’ex direttore generale di Carife, Gennaro Murolo dalla condanna arrivata invece un anno prima dal Tribunale penale di Milano.

La Cassazione meneghina ha dunque accolto le osservazioni di un esposto partito lo scorso settembre da parte dell’associazione di consumatori Federitalia. L’associazione aveva chiesto alla Procura di Milano di ribaltare una sentenza che sempre secondo Federitalia Consumatori offende i risparmiatori e tutti gli imprenditori che in questi anni si sono visti revocare gli affidamenti. Per la stessa associazione infatti la manovra finanziaria effettuata dall’ex direttore generale presentava delle anomalie che ora la Corte di Cassazione chiede di approfondire rifacendo il processo, anche se sul procedimento incombe l’ombra della prescrizione.

Murolo e altre sei persone infatti finirono sul banco degli imputati per il reato di truffa a causa di un’operazione immobiliare realizzata a Milano e partita nel 2006. Un’operazione che secondo l’accusa avrebbe di fatto causato attraverso il volere di Murolo, che creò un nuovo soggetto bancario, Vegagest e un fondo finanziario-immobiliare chiamato Aster, una svalutazione dei crediti nelle casse di Carife di 160milioni di euro. Una cifra enorme che attirò la stessa attenzione della Banca d’Italia.

Un’operazione ad alto rischio per lo stesso istituto di credito e i suoi amministratori, sentenziarono i giudici in primo grado, affermando che le operazioni di Murolo non furono mai eseguite per interesse personale. Condanna poi ribaltata dalla Corte d’appello che assolse Murolo e i soggetti coinvolti nell’operazione, imprenditori immobiliari come i fratelli Siano, Aldo e Giorgio Magnoni, Sandro Bordigoni e Mirko Leo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.