Carife, Bonaccini assente in consiglio, Fabbri (LN) lascia l’aula

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“L’assenza di Bonaccini grida vendetta. Roba da Ponzio Pilato”. Con queste parole il capogruppo leghista in Regione Emilia Romagna Alan Fabbri motiva la sua scelta di aver abbandonato l’aula nel corso del question time – presentato dallo stesso Fabbri – sulla vicenda Carife. La Lega chiedeva al governatore di “sollevare la questione di legittimità costituzionale contro il decreto ‘Salva-Banche’ e l’istituzione di un fondo regionale ad hoc per il sostegno legale ai risparmiatori traditi, ma l’assenza del governatore ha indotto il capogruppo a stracciare l’atto.

“Non mi presto al gioco dei professionisti dello scaricabarile. Ieri Marattin, oggi Bonaccini. Di fronte a una vicenda che ha prodotto danni (alle persone coinvolte e a tutto il territorio) per oltre 300milioni di euro (nel solo caso della Carife) il presidente della Regione neanche si degna di presentarsi in aula per parlare dell’argomento? L’assenza e i silenzi di Bonaccini di fronte a migliaia di risparmiatori traditi sono vergognosi. Nel Pd è una corsa a scrollarsi di dosso le responsabilità. Responsabilità evidenti e palesi: il governo si è piegato a Bruxelles e ha sacrificato migliaia di risparmiatori agli interessi dei grandi gruppi bancari”. “La Lega è l’unica forza politica che si sta mobilitando concretamente per tutelare i risparmiatori finiti nel tritacarne del decreto 183”, ha detto Fabbri, annunciando, il prossimo 17 dicembre – alle 17,30 – un incontro pubblico dal titolo ‘Salviamo il risparmio’ con Claudio Borghi, economista e consigliere regionale della Toscana, che – analogamente al caso Carife – si sta occupando del caso Banca Etruria. L’incontro si terrà in sala della Musica, in via Boccaleone 19, a Ferrara. “Invitiamo anche il segretario Pd Paolo Calvano. Visto che ha magnificato il decreto 183 – che ha ridotto sul lastrico intere famiglie – abbia il coraggio di metterci la faccia e di difendere, anche di fronte ai risparmiatori traditi, le folli scelte del governo”.

Il leghista Fabbri inoltre affonda anche sulle recenti dichiarazioni rilasciate al quotidiano “il Resto del Carlino” da parte dell’ex assessore al Bilancio del comune di Ferrara Luigi Marattin, oggi consulente economico del primo ministro Matteo Renzi.

“Da Marattin mistificazioni impressionanti della realtà. Scandaloso il tentativo di soccorrere in corsa il governo Renzi pur di non ammetterne le colossali responsabilità”. Così il capogruppo leghista in Regione Emilia Romagna Alan Fabbri replicando alle dichiarazioni del consigliere economico del premier, il ferrarese – già assessore comunale – Luigi Marattin.

“Le colpe degli ex vertici saranno accertate. E ci auguriamo che tutti gli eventuali responsabili – di ogni risma – paghino, paghino caro e risarciscano dal primo all’ultimo euro i risparmiatori traditi. Ma non accettiamo scaricabarili. Le colpe politiche rimangono. E sono gravissime. Capisco che Marattin, nel suo nuovo ruolo, debba compiacere il ‘capo’, ma indigna la sua spudoratezza: con il ‘Salva-Banche’ Renzi ha tradito decine di migliaia di persone, a cui sono stati scippati i risparmi di una vita, ha accettato supinamente i due pesi e due misure di Bruxelles sul Fondo interbancario, ha cancellato il patrimonio della Fondazione, ha svuotato i nostri territori di risorse e indotto”. “Il decreto 183 è una calamità, difenderlo vuol dire esserne complici. Marattin abbia il coraggio di sostenere la sua arringa a favore del governo in un dibattito pubblico, davanti a decine di migliaia di risparmiatori traditi. Troppo comodo sputare sentenze dalle comode poltrone di Palazzo Chigi”.

 

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