Carife contro Murolo: il voto oggi in assemblea

I soci Carife dicono “sì” all’azione di responsabilità – ex artt. 2392,2393,2396 del codice civile, insieme all’azione risarcitoria ex art. 2043 –  nei confronti dell’ex Direttore Generale Gennaro Murolo. Oggi in assemblea generale, 86 i soci votanti, 80 presenti di persona, 6 per delega, complessivamente pari al 60% ca del capitale sociale. 80 i voti a favore, tre i  contrari,  tre le astensioni.

L’assemblea, che  si è svolta nella sala riunioni del Polo Ospedaliero di Cona, è stata preceduta dall’inaugurazione  della nuova Filiale della Cassa ubicata all’interno della struttura ospedaliera dove, fin dai primi giorni di agosto è stato posto a disposizione della clientela un punto dedicato per consulenze qualificate e personalizzate, apertura di conti e altre operazioni che non prevedevano la movimentazione di contante.

In termini tecnici, ciò che ha votato oggi a grande maggioranza l’assemblea generale dei soci Carife nei confronti dell’ex direttore generale Gennaro Murolo, sono  rispettivamente un’azione di responsabilità e un’azione risarcitoria, che significa, al di fuori dei tecnicismi,: che la Cassa di Risparmio di Ferrara ha deliberato di costituirsi parte civile nei confronti del suo ex Direttore Generale, nel processo in cui Murolo è imputato per truffa aggravata e continuata nei confronti della banca da lui diretta per nove anni,  oltre che per abuso di atti d’ufficio. Il processo, aperto a Milano il 17 maggio scorso presso la   Terza Sezione Penale del Tribunale del capoluogo lombardo vede imputati con Murolo sette imprenditori milanesi  e fa riferimento ai  disastrosi finanziamenti, erogati per iniziativa dell’ ex D.G da Carife attraverso Vegagest,. ai progetti immobiliari del Gruppo Siano. . Due mega progetti – uno a Segrate (Milano Santa Monica), l’altro in via Adda a Milano (MiLuce).-  gestiti da Vegagest tramite i fondi Aster e Calatrava. Progetti che si sono portati via oltre 100 milioni di euro di  finanziamenti Carife, come  ha ricostruito oggi Sergio Lenzi presidente dell’attuale CDA della banca, che si sono rivelati disastrosi per la Cassa, che ha rischiato addirittura, ha ribadito Lenzi, di perdere la propria autonomia e probabilmente,, ha aggiunto, di essere commissariata da parte di Bankitalia. Finanziamenti discutibili, ha detto il presidente,  per la criticità dell’operazione nel suo complesso, che il precedente CDA approvò in assenza di adeguata informativa, come avrebbe accertato anche l’ispezione di Bankitalia, che al CDA, oltre che a Murolo, ha comminato pesanti sanzioni.

Alla Procura di Milano Lenzi nel luglio del 2010 presentò l’esposto da cui sono nate l’inchiesta e il rinvio a giudizio. Ma mentre per sette degli otto imputati, ha spiegato Lenzi, il tribunale di Milano nella seconda udienza del processo, ha accettato la richiesta di Carife di costituirsi parte civile, per Gennaro Murolo, l’ha rigettata, poiché ,per il ruolo ricoperto da Murolo all’interno dell’Istituto di Credito ferrarese, è necessario  un voto dell’Assemblea dei soci.

Oggi in assemblea il dibattito ha messo a fuoco la convinzione da parte dei rappresentanti delle Associazioni dei Piccoli Azionisti, Daniele Malucelli e Marco  Cappellari, e per il rappresentante dei Dipendenti Azionisti, Mauro Fanali, la necessità per la banca di fare chiarezza fino in fondo sulle responsabilità di chi ha creato pesanti difficoltà alla banca. Una tesi variamente motivata che ha portato al voto a favore contro Murolo. Di parere del tutto opposto Giuseppe Toscano che ha sostenuto con Paolo Bonora  che risulta difficile pensare che i finanziamenti erogati ai Siano  con ben trenta delibere votate  all’unanimità da parte del vecchio CDA escludano i suoi membri dalle responsabilità che vengono attribuite al solo Gennaro Murolo.

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