Carife: futuro banca dipenderà da nuovo partner

01 carife aggiornamentiULTIM’ORA – Carife con Intesa SanPaolo? La strada caldeggiata per condurre in porto l’operazione sarebbe l’ingresso nel capitale di un socio bancario forte, che abbia inizialmente almeno il 30%. Come è stato anticipato da MF-Milano Finanza, in questi giorni, il dossier relativo alla ricerca sarebbe stato sottoposto a Intesa Sanpaolo, forse già prima del commissariamento voluto da Bankitalia, dall’advisor Vitale e Associati. Ma per il momento non sarebbe stata presa alcuna decisione in merito.

IL PUNTO – Il commissariamento di una banca da parte dell’organo di vigilanza è un atto grave, destinato legittimamente a creare perplessità e preoccupazioni in tutti: chi lavora in Carife, chi ne è correntista, socio, cliente, cittadino, le istituzione in qualche modo beneficiate dallo storico istituto di credito ferrarese. E ciò che più preoccupa in questi giorni è la ricerca, dal 30 maggio affidata al Commissario straordinario, di un nuovo partner industriale, da cui potrebbero dipendere non solo il futuro di Carife, ma la sua stessa identità e i suoi rapporti con il territorio.

E’ almeno dal 2009, da quando cioè Bankitalia chiese il ridimensionamento del Gruppo –divenuto un piccolo colosso rispetto alla casa madre- nel corso dell’ispezione che portò al pensionamento anticipato di Gennaro Murolo, alle sanzioni al nuovo Cda presieduto da Sergio Lenzi e all’arrivo del nuovo direttore generale Grassano, che Bankitalia lancia segnali a Carife per invitarla a cercarsi un nuovo partner . Una richiesta che Carife ha sempre eluso, preferendo al partner esterno un azionariato locale diffuso.La stessa espansione avviata da Carife alla fine degli anni ’90 con l’arrivo di Gennaro Murolo è nata proprio per sfuggire al rischio di essere fagocitata da qualche istituto di credito di maggiori dimensioni.

L’obiettivo della Cassa e della Fondazione, in questi anni, è sempre stato la difesa della “ferraresità”. Finchè il contesto ha retto, Carife ha realizzato traguardi e reso felici tanti ferraresi, cittadini, imprese, istituzioni. Poi è arrivata la crisi, finanziaria, immobiliare, economica, ed è su questi scogli che è finito il sogno di onnipotenza di Carife: con la complicità di operazioni immobiliari incaute e di acquisti sproporzionati e forse altrettanto incauti, come oggi tutti sembrano valutare l’acquisto della napoletana Commercio e Finanza, società di leasing, un piccolo gigante per Carife. Una serie di vicende negative concentrate attorno al 2008, cui va aggiunto l’esborso di oltre 100 milioni di euro causato dal crack Coopcostruttori.

La ferraresità è rimasta parola d’ordine anche nel dopo Murolo, con una valenza più localistica, la vendita di alcune banche del Gruppo, non di Commercio e Finanza. Non sono bastati due aumenti di capitale ravvicinati, 2008 e 2011, né il ridimensionamento del gruppo, non l’avvicendamento di due direttori generali,. neppure il timido cambiamento di parte del Cda di quest’anno a salvaguardare la ferraresità, che, tuttavia, a ben vedere è stata contraddetta negli ultimi tempi dalle vicende legate al personale. in questi anni, infatti, in posti chiave dell’azienda sono stati messi uomini che vengono da fuori, non conoscono Ferrara, i suoi problemi, non conoscono le imprese ferraresi e i loro uomini.

E’ il segreto di Pulcinella che bravi dirigenti siano stati indotti, per così dire, ad andarsene altrove e non è affatto un mistero che servissero competenze ed esperienza collaudata per gestire una crisi pesante come quella vissuta in questi anni da Carife e non risolta. Da oggi toccherà al Commissario straordinario, avvocato Inzitari e ai suoi coadiutori, portare a termine la ricerca di un partner industriale, già avviata da Carife, e sarà proprio dall’esito di questa ricerca che dipenderanno in futuro, non solo l’identità della banca ma il suo stesso rapporto con la città e con il territorio.

PDL SULLA CARIFE – Oggi il coordinamento provinciale del Popolo della Libertà di Ferrara esprime sulla vicenda del commissariamento di Carife preoccupazione e vicinanza ai dipendenti della banca . Non è il momento delle polemiche, – dicono i coordinatori – che invitano le istituzioni e la città a stringersi attorno alla Cassa ed esortano ad evitare allarmismi sulla liquidità e solvibilità dell’Istituto di credito.

La nota del PdL si cnclude con un invito agli organi commissariali ad agire con rapidità per salvaguardare la territorialità di Carife e l’occupazione. La nostra provincia, conclude il comunicato, non può permettersi di perdere uno dei pezzi più pregiati e importanti del proprio patrimonio economico.

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