Carife, fra indagati due dirigenti Fondazione. Procura contesta reato di bancarotta

carife L’ex presidente della fondazione Carife, Piero Puglioli, l’ex segretario dell’azionista di maggioranza, Guido Reggio sono solo alcuni dei nuovi nomi finiti nell’inchiesta giudiziaria che la polizia tributaria della Guardia di Finanza, coordinata da un pool di magistrati che viene guidato dal procuratore capo Bruno Cherchi, ha inserito nel registro degli indagati.

La nuova proroga di altri sei mesi delle indagini per far luce su come è stato eseguito l’aumento di capitale di 150milioni di euro avvenuto per Carife nel 2011, e che secondo gli inquirenti portò al dissesto della banca, ora dunque tira dentro anche la Fondazione Carife.

Concorso in bancarotta fraudolenta per la formazione di capitale fittizio sarebbe il reato contestato anche ai due dirigenti anche della Fondazione, sebbene quest’ultima non abbai mai direttamente partecipato all’operazione. Ma – come dicono le indiscrezioni – dalle perquisizioni effettuate lo scorso luglio gli inquirenti sarebbero venuti in possesso di documenti che secondo la procura sarebbero elementi di prova di colpevolezza importanti per attestare le responsabilità degli indagati.

Cinquantatrè nomi in totale fino ad oggi, di cui 33 sono nuovi. Fra questi ultimi oltre ai due dirigenti della fondazione ci sarebbero anche alcuni membri di consiglio e sindaci delle quattro banche, CariCesena, e le Banche popolari di Cividale, Bari e Valsabbina, che con Carife, secondo le ipotesi di indagine, avrebbero emesso reciprocamente e in contemporanea azioni fittizie per poi arrivare all’aumento di capitale della banca estense.

Azioni il cui valore, tengono a ribadire le difese degli indagati, secondo quanto riporta oggi Il Resto del Carlino compaiono anche i nomi del direttore di Finanza Carife, Michele Sette e di un membro della direzione commerciale, Davide Filippini, queste azioni emesse per l’operazione di aumento del capitale avrebbero tuttavia un valore molto diverso rispetto alle azioni di Carife.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *