Carife in Assemblea: inizia il nuovo corso della Banca – VIDEO

carifeSi annuncia come un fatto storico l’assemblea straordinaria dei soci Carife, convocata per questa mattina nella sede del quartiere fieristico ferrarese.

Per la Cassa di Risparmio di Ferrara si chiude il lungo capitolo segnato da una gestione tutta ferrarese della Banca, se ne apre uno totalmente nuovo, che vedrà amministratori in gran parte estranei al mondo economico ferrarese.

Uno solo, infatti, dei membri del nuovo CDA di Carife spetterà alla Fondazione, che da azionista di maggioranza, viene ridotta ad azionista di minoranza con un 2% del capitale sociale, per il resto quasi interamente appannaggio del Fondo Interbancario tutela depositi, che si è impegnato a salvare la Banca versando 300 milioni di euro.

Fino alla votazione con cui i soci potranno approvare o no il bilancio predisposto dai Commissari toccherà alla Fondazione Carife il ruolo di socio di maggioranza, quindi il peso maggiore nel voto da cui dipende il futuro di Carife. Un sì, come deciso dagli organi di governo della Fondazione. Un sì come unica possibilità di dare un futuro , anche se ancora tutto da definire, alla banca.

Come ha chiaramente spiegato il Presidente della Fondazione CArife, Riccardo Maiarelli, nel corso dell’Assemblea straordinaria di una settimana fa, l’adesione al progetto dei commissari rappresenta oggi l’unica ipotesi che permetta di conservare il capitale seppur ridottissimo che resta alla Fondazione e agli altri soci.

Un no porterebbe immediatamente alla liquidazione della Banca, una sorta di harakiri, in questo caso, con cui gli attuali soci darebbero un addio definitivo a Carife.

Domani si chiarirà meglio anche l’ipotesi dei warrant, l’unica possibilità sulla carta, data ai piccoli azionisti, di tornare a far valere il loro capitale azionario.

L’astensione equivarrebbe ad un no, di qui la necessità di valutarne bene le conseguenze.

Intanto gli Amici della Carife si preparano a mobilitare soci, clienti e dipendenti per far sentire a chi reggerà le sorti future di Carife, che il vero capitale della Banca è rappresentato proprio dalla loro forza, dalla fiducia necessaria al futuro della Banca e dalla volontà di sostenerne il nuovo corso.

Ma il clima con cui si annuncia l’assemblea, già drammatica di per sé, per le decisioni difficili da prendere, per il clima di fine di un’epoca, per la lunga agonia che l’ha preceduta, è stato reso ancora più cupo dai due lutti che l’hanno preceduta: una settimana fa la morte improvvisa di un giovane promettente dirigente, Luca Langianni, due giorni fa il suicidio di uno dei personaggi, Paolo Bonora, che hanno contribuito a fare la storia più recente di Carife.

Da domani tutto cambierà, comunque vada, ma è bene sottolineare che la vicenda Carife non è affatto un unicum in Italia, dove, in questi anni, proprio nelle Regioni del Centro Nord è crollato un intero sistema del credito, con molte banche commissariate e l’intervento diretto di Bankitalia . Anche questo un tema che in futuro meriterà l’attenzione di chi deciderà di raccontare la storia bancaria del nostro Paese.


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