Salvataggio Carife: ora l’obiettivo è tutelare gli azionisti

Carife_PalaceI particolari dell’operazione di salvataggio di Carife da parte del Fondo Interbancario di Garanzia dei Depositi saranno più chiari a partire dalla seconda parte della prossima settimana.

Nel frattempo, è cominciato il lavorio diplomatico che punta ad evitare che il salvataggio si risolva in un’ecatombe per gli azionisti di Carife: il più grosso, la Fondazione Cassa di risparmio di Ferrara che detiene quasi il 55% delle quote della banca, ma anche i piccoli e medi azionisti, che sono 29mila circa e comprendono famiglie, cittadini, aziende del territorio.

Ieri i commissari inviati da Bankitalia hanno incontrato sia il Sindaco Tagliani,sia il presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Ferrara Riccardo Maiarelli. “L’intervento da 300 milioni del fondo interbancario di garanzia sui depositi ha caratteristiche positive – dice oggi Maiarelli – perché garantisce l’operatività della Banca in mancanza, attualmente, di un compratore. Metterà al riparo la banca da un’eventuale azione di liquidazione coatta. Ora però si tratta di capire nei dettagli come avverrà l’intervento”.

Infatti, è fuori discussione che correntisti e possessori di titoli non hanno nulla da tenere dall’azione del Fondo Interbancario; meno chiaro invece, è ciò che accadrà ai possessori di quote azionarie della banca: in un primo tempo si temeva che l’intervento del Fondo interbancario avrebbe comportato l’azzeramento delle quote detenute dalla fondazione e dagli altri attuali azionisti. Ora sembrano farsi strada ipotesi un po’ meno drammatiche: il fondo, con trecento milioni, potrebbe contribuire a mantenere l’operatività della banca, ma senza diventarne proprietario al 100%, e quindi senza mettere fuori gioco gli azionisti attuali.

In realtà, una soluzione del genere corrisponderebbe a logiche di buon senso: gli azionisti di Carife sono quasi sempre anche clienti della banca. Metterli fuori gioco come azionisti significherebbe, probabilmente, perderli anche come clienti: e questo certo non favorirebbe il futuro dell’istituto di credito ferrarese.

Se il fondo interbancario intervenisse in maniera ‘morbida’, gli azionisti attuali potrebbero vedere diluite le proprie quote, ma almeno non annullate, e potrebbero sperare in futuro in un rilancio dell’istituto di credito. Ma di tutto questo sapremo di più la prossima settimana.

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