Carife presenta il bilancio 2011 ai soci

Convocazione oggi al quartiere fieristico di Ferrara dell’Assemblea ordinaria dei soci Carife all’o,d.g. l’approvazione del bilancio 2011, ma anche la Proposta di autorizzazione all’acquisto e all’alienazione di azioni carife, come richiesto da tempo dei soci e promesso dalla banca. In discussione anche il regolamento sulle politiche di remunerazione agli organi dirigenti del gruppo, secondo il quadro di riferimento normativo e contrattuale stabilito da BANKITALIA.

Nessuna novità rispetto ai risultati del bilancio chiuso il 31 dice3mbre 2011 e approvato dal CDA di Carife, di cui la banca aveva già dato tempestiva comunicazione agli organi di informazione a fine marzo, ma la presentazione ai soci di un anno di gestione dell’istituto di credito ferrarese impegnato in operazioni complesse di riordino e riorganizzazione del Gruppo sullo sfondo di uno scenario pesantissimo di crisi generalizzata del mondo del credito della finanza e più in generale dell’economia, non solo a Ferrara, ma nel Paese e nell’intera Europa.

La presentazione del bilancio ai soci, fatta dal presidente Sergio Lenzi è partita proprio da qui da uno scenario macroeconomico, in cui la stessa regione Emilia Romagna, lamenta un quadro di lenta crescita. sul tavolo del dibattito gli elenti di criticità della banca, che chiude il 2011 ancora in rosso a, ma con una consistente riduzione delle perdite.

Senza contare il grosso impegno di riorganizzazione del gruppo che cambia pelle e identità, incorporando le banche del gruppo, e puntando, con una virata a 360 gradi al ritorno al ruolo di banca del territorio, punto di riferimento di imprse e famiglie. In positivo l’aumento di capitale realizzato con rapidità, grazie all’intenso lavoro di tutti i dipendenti , il piano industriale della nuova direzione, che ragionando sul medio lungo periodo, dopo aver proposto interventi a favore di soci e clienti, come il programma soci e family, si impegna a produrre un programma aziende, anche se con qualche lentezza in più rispetto al previsto.

Nel dibattito vivace e incisivo, le lodi delle associazioni amici della cassa e amici carife, oltre che della nuova associazione dei dipendenti, ma anche la delusione, prima di tutto per i mancati dividendi, dell’avvocato Giuseppe Toscano, tre anni in perdita ha detto, ma soltanto due ha ribattuto Sergio Lenzi del nuovo CDA, quindi il rammarico di un artigiano di argenta, che ha rappresentato il disagio di quanti si vedono trattare dall’alto al basso, quando entrano, seppur controvoglia, con umiltà e col cappello in mano ha detto in banca.

Vorremmo che carife tornasse ad essere il punto di riferimento di imprese e famiglie. Stiamo concedendo credito in modo diverso, ha detto Lenzi, poi, per rispondere a Toscano, critico nei confronti di una politica di arretramento della banca e non di crescita, stiamo ottimizzando, ha aggiunto. Quindi, sul tema dell’investimento a Milano, era un investimento sbagliato, anche se il valore dei tereni è reale. ma un rischio così alto concentrato su un solo investimento è di per sé un errore.

Per Paolo Malagodi economista e socio carife, un giudizio a luci ed ombre, l’allarme sull’ingresso di altre banche che sanno dare alle aziende le risposte che carife non dà. Banche dell’oltrepo, ha precisato, che hanno lanciato una pesante invasione di campo da non sottovalutare, grazie anche all’ingresso di professionalità cresciute in Carife che carife non ha saputo trattenere.

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