Carife: reazioni in città a presunto acquisto

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Sono diverse le reazioni relativa al presunto acquisto di Carife da parte del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

In merito alle recenti notizie di stampa sul presunto acquisto della Cassa di Risparmio di Ferrara da parte del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, Azione Carife – l’Associazione dipendenti e associazionisti – vede con favore l’operazione e la ricapitalizzazione della banca quale preludio all’auspicato rilancio aziendale.

Riguardo all’ipotesi di azzeramento delle azioni, l’associazione ritiene che tale decisione creerebbe un diffuso risentimento nella clientela con evidente danno reputazionale, probabilmente irrecuperabile, per la banca. La perdita di patrimonio personale da parte degli azionisti rappresenterebbe inoltre un evidente danno al tessuto socioeconomico del territorio, senza trascurare che il conseguente azzeramento della Fondazione Carife, a lungo finanziatrice di progetti sociali per la popolazione, ne sarebbe una ulteriore conseguenza negativa. Sulla vicenda, interviene anche il gruppo consiliare di Forza Italia che condivide e sostiene l’iniziativa del sindaco Tagliani, il quale chiede conto in primis a Banca d’Italia del perché di una evoluzione della vicenda Carife, che se da un lato può soddisfare perché viene salvaguardata la banca con i suoi dipendenti, dall’altro lato registra la possibilità che vengano azzerate le azioni di migliaia di ferraresi.

Ferrara – sostiene Forza Italia – ha il diritto, sacrosanto, di conoscere esattamente come, quando, perché, e a causa di chi si sia formata una così grave situazione finanziaria nella Carife, tale da renderne necessario il commissariamento. Infine, sono intervenuti anche i deputati Alessandro Bratti e Paola Boldrini i quali, in una interrogazione a risposta in commissione, chiedono al ministro per l’economia e le finanze se è a conoscenza dei motivi per cui, nonostante la vigilanza rafforzata della Banca d’Italia, a due anni dal commissariamento il patrimonio di 350 milioni di euro, che Carife registrava nel 2012, sarebbe totalmente azzerato; e quali iniziative, nell’ambito delle proprie competenze, intenda intraprendere al fine di garantire i piccoli risparmiatori che nel 2011 avevano sottoscritto il primo aumento del capitale di Carife Spa.

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