Carife, risparmiatori divisi nella protesta

Azzerati Carife a Roma (foto d'archivio)
Azzerati Carife a Roma (foto d’archivio)

Non c’è unione fra le vittime del decreto salva banche disposto dal governo lo scorso 22 novembre.

E le differenze nelle modalità di azione della protesta sono emerse sabato scorso con la manifestazione organizzata in piazza dal gruppo “No salva banche”. Il lancio delle uova davanti al portone della fondazione Carife, le banconote finte appese davanti alla sede del portone di via Frizzi del Pd infatti spaccano le linee di azione all’interno dei risparmiatori che in una domenica di novembre si sono visti ridurre a zero i loro risparmi investiti per anni in obbligazioni e azioni delle quattro banche cadute nel decreto.

Il gruppo “Azzerati di Carife” il cui portavoce è Mirko Tarroni si smarca infatti dalle modalità con cui hanno agito i manifestanti di sabato. “Non ci ha meravigliato affatto questo tipo di comportamento – dichiara Tarroni – ma per quanto ci rigurda da queste modalità ci dissociamo”. “Hanno idee diverse da noi” sostiene ancora Tarroni. Sulla stessa linea è anche l’opinione del rappresentante del gruppo “Amici di Carife”, Marco Cappellari. “Non ci hanno mai contattato personalmente – dichiara – ed è un modo di manifestare che noi non condividiamo affatto”. “Non mi meraviglio però di quanto è successo – dichiara il protavoce di Amici di Carife -. E’ chiaro che più tarda una soluzione al problema e più le persone coinvolte possono sfociare la loro delusione in rabbia”.

I manifestanti di sabato sono stati supportati anche da altri risparmiatori arrivati da Arezzo e Bologna che erano piuttosto arrabbiati. Alcuni di loro inoltre facevano parte del gruppo “Vittime del Salva banche”. Il presidente della FondazioneCassa di Risparmio, Riccardo Maiarelli dopo i fatti di sabato non nasconde un po’ di amarezza e parla di persone che nel manifestare hanno sbagliato il bersaglio.

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