Casa di cura “Santa Maria Maddalena” in partnership con Unife: scoperto nuovo test delle infezioni protesiche

La partnership tra unità operativa di malattie infettive dell’Università degli studi di Ferrara e l’unità operativa di Ortopedia della casa di cura “Santa Maria Maddalena” ha portato alla individuazione di un nuovo promettente test, economico ed affidabile, delle infezioni protesiche.

“E’ stato individuato un marcatore, la mieloperossidasi, molto efficace nella diagnosi delle infezioni articolari che – spiega il responsabile dell’unità operativa di Ortopedia della casa di cura “Santa Maria Maddalena”, Giuseppe De Rito – sono la prima causa di fallimento dell’intervento di chirurgia protesica. Da sempre abbiamo una particolare attenzione per la prevenzione delle infezioni soprattutto in campo ortopedico, tanto che in casa di cura è attivo, tra i pochi centri in Italia, un ambulatorio di screening delle infezioni in cui vengono seguiti tutti i pazienti nella fase post operatoria. Così le infezioni vengono bloccate al primo segno di insorgenza e non quando, ormai, è troppo tardi per intervenire. In quattro anni di attività dell’ambulatorio abbiamo portato il tasso di infezioni post operatorie allo 0,32%: era dello 0,82% nel 2020 e la media nazionale oscilla dall’1% al 4%”. L’operatività dell’ambulatorio per le infezioni osteo-articolari e screening delle infezioni del sito chirurgico è possibile grazie all’attività dell’infettivologa Martina Maritati, che a sua volta collabora con l’unità operativa di malattie infettive dell’Università degli studi di Ferrara guidata dal professor Carlo Contini. “Le collaborazioni tra la nostra unità operativa di Ortopedia e le Università sono in questo momento due: una con l’ateneo di Ancona, i cui specializzandi in ortopedia vengono a formarsi nelle nostre corsie ad Occhiobello, l’altra è, appunto, con Unife. Grazie alla collaborazione con quest’ultima è stato possibile avviare un programma di ricerca scientifica, orientato verso l’individuazione di nuovi markers in grado di fare diagnosi precoce di infezione”. Ed è stato proprio lo studio sulla mieloperossidasi a venir presentato al congresso nazionale dell’Air (Associazione italiana riprotesizzazione) venendo premiato per essere risultato il miglior lavoro tra i 24 provenienti dagli ospedali di tutta Italia. “Qual’ è la caratteristica principale del “nostro” marcatore per la diagnosi delle infezioni protesiche? Costa meno di 10 euro – conclude De Rito- ed è più affidabile dei test attualmente in commercio, il cui prezzo si aggira sui 500 euro”.

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