Alloggi popolari Ferrara: “Primi assegnatari italiani”. Scontro sindaco-vescovo, interviene anche Tagliani

Alloggi popolari, c’è un aspro dibattito in città sull’assegnazione delle case Acer. Il sindaco Fabbri esulta: “I primi assegnatari sono italiani come avevamo promesso”. L’opposizione replica chiedendo più equità sociale. E sull’argomento interviene anche l’Arcivescovo.

fabbriE’ stata definita la nuova graduatoria per l’assegnazione degli alloggi popolari d Ferrara. Ed è subito polemica. Si tratta della 32esima graduatoria di assegnazione per il Comune, provvisoria, si arriverà alla graduatoria definitiva fra 30 giorni, e questa è la prima formulata in base ai criteri di assegnazione aggiornati dal nuovo Regolamento, elaborato dalla Giunta Fabbri, con cui si è voluto valorizzare chi abita da più tempo sul territorio, definita la residenzialità storica.

“Criterio che valorizza, italiano o immigrato che sia, per ogni anno di vita vissuto a Ferrara – prosegue il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, che sottolinea come siano state “valorizzate” anche “le giovani coppie e i nuclei monogenitoriali, compresi quelli separati con figli” sottolinea il primo cittadino. Per l’amministrazione quindi, con “l’introduzione della residenzialità storica, sarebbe stata ristabilita “equità sociale”.

perego arcivescovoSoddisfazione ma anche preoccupazione la esprime la Chiesa di Ferrara-Comacchio. “Soddisfazione per il fatto che 157 famiglie abbiano ottenuto una casa, pero'”, avverte l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, monsignor Gian Carlo Perego, “la speranza è che nessuna famiglia che ne aveva diritto sia stata esclusa per ragioni di razza e nazionalità” e per Perego “il nuovo bando non aiuta a costruire la città di domani”. Immediata la replica del primo cittadino: “Le parole dell’Arcivescovo sono frutto di un grave pregiudizio politico nei confronti dell’amministrazione” tuona Fabbri. Il sindaco poi entra nel dibattito politico contro l’opposizione. Fabbri sostiene che l’equità sociale “era stata cancellata dai finti buonismi delle amministrazioni precedenti” targate Partito Democratico.

Interrogazione urgente sulla pubblicazione della graduatoria erp formulata dai gruppi consiliari Partito Democratico, Gente A Modo e Azione Civica, all’opposizione in Consiglio comunale

Case popolari spesso al centro del dibattito politico, nei mesi scorsi: tra le vicende più note, quella che riguardava il vicesindaco di Ferrara, Nicola Lodi, il quale abitava in un alloggio popolare ma, con l’elezione in Comune e il consecutivo stipendio da amministratore pubblico, l’opposizione chiedeva a Lodi di lasciare l’alloggio popolare. Il vice-sindaco, mesi fa, annunciò che si sarebbe trasferito insieme alla propria famiglia in un alloggio privato appena ne avesse avuto l’occasione.

E proprio Ilaria Baraldi, consigliere d’opposizione del Partito Democratico di Ferrara, ed il movimento Emilia Romagna Coraggiosa, ricordano questa vicenda politicamente controversa. “Vigileremo poi sulla composizione della graduatoria e sull’assegnazione di punteggi e alloggi” aggiunge Baraldi.

taglianiL’ex sindaco di Ferrara del PD, Tiziano Tagliani sostiene che queste “discriminazioni per ragioni ideologiche produrranno risentimenti, contrasti e paura”. Sulla stessa linea Dario Maresca, consigliere d’opposizione di Ferrara del gruppo Gente AModo, secondo cui “equità è dare la casa a chi ha più bisogno, non a chi è più ferrarese”.

Cgil Cisl e Uil ricordano come il punteggio, definito dai sindacati, “illimitato”, per la residenzialità storica, “a scapito della situazione familiare ed economica, sommato al taglio netto di punteggio per chi si trova in condizione di emergenza abitativa”, rischierebbe, per le sigle, di non essere l’elemento che determina il diritto.

 

Da CronacaComune.it

In testa alla 32esima graduatoria provvisoria per l’assegnazione degli alloggi popolari del Comune di Ferrara, la prima stilata con i nuovi criteri voluti e strutturati dalla giunta Fabbri, ci sono anziani e famiglie con disabili. Sostegno anche alle famiglie con Isee minimo (compreso tra 5000 e 7500 euro) e a quelle monogenitoriali.

Ad una prima analisi della graduatoria provvisoria stilata dal Comune di Ferrara per l’assegnazione degli alloggi popolari risultano queste le categorie che si sono posizionate nella prima parte della graduatoria. In particolare: tra i primi 157 assegnatari (tutti italiani su un totale di 746) 33 sono anziani over 65 (che hanno presentato personalmente la domanda), mentre tra i primi 50 assegnatari ben 42 nuclei sono identificati come over 65, ossia hanno all’interno un membro anziano, spesso con disabilità superiore al 65% (non necessariamente intestatario della domanda).

Sempre nelle prime 50 posizioni 33 famiglie presentano un Isee minimo, si trovano cioè in gravissimo stato di difficoltà economica.
E, ancora, tra i primi 157, ben 45 famiglie presentano situazioni di disabilità superiori al 65%, delle quali 15 sono di invalidità totale e 7 riguardano minori.
21 sono i nuclei monogenotoriali con minori a carico e 3 i padri separati in difficoltà socio economiche.

I dati, sia pure parziali e non indicativi delle possibili modifiche della graduatoria, nè delle reali assegnazioni che verranno formalizzate facendo incontrare domanda e offerta di alloggi, evidenziano l’estrema fragilità dei nuclei assegnatari che ricadono nelle maxi categorie “anziani”, “persone disabili” e “famiglie in grave difficoltà economica” considerate destinatarie principali dei servizi di welfare, a qualsiasi livello.

 

Nota del sindaco Alan Fabbri in risposta all’Arcivescovo di Ferrara e Comacchio Gian Carlo Perego sul tema dell’assegnazione delle case popolari

Le parole del Vescovo sono evidentemente frutto di un grave pregiudizio politico nei confronti della nostra Amministrazione. Dispiace e lascia davvero stupiti veder riesumato il concetto di “razza” nel 2021 e in un momento tanto drammatico per il mondo intero, causato dalla pandemia. I dati parlano chiaro: con il nuovo regolamento riusciremo finalmente a dare una risposta a cittadini in difficoltà e a categorie fino ad ora penalizzate nell’accesso alla casa popolare, a partire proprio dalle persone più avanti in età e dagli anziani. Tra i primi 157 assegnatari infatti ben 90 hanno più di 60 anni e, di questi, 33 sono over 65. Tra i primi assegnatari, poi, ci sono 21 nuclei monogenitoriali con uno o più minori a carico. Vale a dire una mamma o un papà soli con il proprio figlio che, come è possibile immaginare in questo periodo di grave crisi economica, sono tra le categorie a più alto rischio sociale. Tre saranno, invece, i padri separati a cui riusciremo a tendere la mano fornendo loro un alloggio da cui ripartire nella costruzione della propria vita economica dopo la separazione. Due sono, inoltre, le famiglie di immigrati che hanno ottenuto cittadinanza italiana e che si trovano in posizione molto alta, anche grazie agli anni di permanenza a Ferrara. Come Sua eccellenza certamente ha compreso, dunque, a rivoluzionare la graduatoria per l’assegnazione degli alloggi popolari di Ferrara, è stato il principio di “residenzialità storica” che abbiamo introdotto nel regolamento. La “residenzialità storica” valorizza gli anni di residenza nel nostro Comune di chi fa domanda, a prescindere dalla provenienza, dalla nazionalità o da qualsiasi altro criterio che non riguardi l’effettivo bisogno di un alloggio. Si tratta di un concetto a tal punto trasversale che la stessa Regione Emilia Romagna lo ha introdotto, nel 2015, come condizione necessaria per presentare la domanda dell’alloggio popolare (servono almeno tre anni di residenza sul territorio regionale). Applicare questo principio significa aiutare le famiglie che hanno la necessità di essere aiutate, che da più tempo hanno scelto Ferrara per vivere e che, probabilmente, da più tempo sono in attesa di alloggio popolare. Tutto il resto sono gravi illazioni che rischiano di fomentare, quelle sì, le divisioni e le tensioni sociali su un tema molto delicato com’è il diritto alla casa. Sono tanti i referenti del territorio che si occupano di sociale, tra cui molti parroci che, sullo stesso tema, ci hanno confermato la bontà del nostro intervento, necessario per andare in soccorso a tante famiglie ferraresi in gravissime difficoltà economiche e da troppo tempo senza casa. Siamo e rimaniamo comunque a disposizione del Vescovo o di chiunque altro voglia confrontarsi nel merito delle nostre scelte, fatte in nome del buon senso e dell’urgenza di dare ascolto alle esigenze troppo a lungo sottovalutate.

Alan Fabbri, sindaco di Ferrara

 

Secondo Comunicato dell’Arcidiocesi a seguito delle assegnazioni delle case popolari a Ferrara

Non è la prima volta che gli amministratori e i politici  leggono come ‘pregiudizio politico’ e ‘illazioni’ un intervento fondato sulle parole del Magistero Sociale della Chiesa e sul Diritto Costituzionale di ogni famiglia ad avere una casa. La ‘residenza storica’, come principio dirimente, non può essere in grado – da sola – di tutelare il diritto ad avere una casa e un alloggio, come si è già pronunciata la Corte Costituzionale (sentenza n. 44 del 9.3.2020 ), anche se non tutte le Regioni si sono già adeguate a questo dettato. Lo stesso vale anche per altre condizioni – come ad esempio non avere un alloggio in patria (il bando intende forse una capanna..?) – che oltre ad essere impossibili da dimostrare, sarebbero deleterie sia per tutelare i nostri emigranti all’estero che per garantire il diritto di ritornare nel proprio Paese. In ordine all’approvazione di questo bando forse sarebbe stato utile dialogare con tutte le parti sociali, come del resto prevede la legislazione (legge 328 del 2000). Già un precedente ricorso sull’esclusione dai bonus di alcune famiglie non residenti o migranti ha visto la condanna dell’Amministrazione comunale da parte del Tribunale di Ferrara, insieme a un solo altro Comune dei circa 8000 comuni italiani (Bonate Sopra): non vorremmo che ancora una volta la nostra città assurgesse agli onori della cronaca per un’altra condanna di incostituzionalità nell’azione amministrativa. Infine, in riferimento ai parroci, si ritiene che il Vescovo li conosca di più del Sindaco, perché li incontra costantemente. Non si entra nel merito di chi votano, perché il voto è libero, ma si conosce la loro fedeltà, senza pregiudizi, al Magistero sociale della Chiesa e alla cura di ogni persona e famiglia che chiede casa, lavoro e dignità.


-LUNEDì 4 GENNAIO 2021-

E’ stata definita oggi la nuova graduatoria per l’assegnazione degli alloggi popolari: si tratta della 32esima graduatoria di assegnazione per il Comune di Ferrara, la prima formulata in base ai criteri di assegnazione aggiornati dal nuovo Regolamento, elaborato dalla Giunta Fabbri.

Secondo l’amministrazione estense è stata valorizzata “la residenzialità storica dei richiedenti e aperto l’accesso agli alloggi Acer a nuove categorie di assegnatari”.

Le domande raccolte sono 746 e, nella graduatoria, le prime 157 posizioni sono occupate da famiglie italiane (compresi nuclei stranieri che hanno acquisito la cittadinanza). In particolare, ad oggi, 259 sono le domande accolte in via definitiva, 473 quelle ammesse con riserva e 14 le escluse.

“Il criterio della residenzialità storica valorizza chi da più tempo abita nella nostra città, italiano o immigrato che sia, e chi lavora e vive Ferrara contribuendo alla sua crescita e al suo sviluppo – prosegue il sindaco – assegnando un punteggio per ogni anno di vita a Ferrara. Oltre a questo abbiamo valorizzato le giovani coppie e i nuclei monogenitoriali, compresi quelli separati con figli, andando incontro a quelle che sono le nuove e reali necessità della popolazione”.

Il richiedente più giovane ha 19 anni e il più anziano 84 anni; sono 21 le giovani coppie che hanno fatto richiesta di cui cinque hanno chiesto l’assegnazione in alloggi dislocati nelle frazione; sono 119 i nuclei monogenitoriali inseriti in graduatoria mentre 13 sono le domande arrivate da genitori separati con affido congiunto. Rispetto alla 31esima graduatoria (per la quale le domande complessive erano 863, nella 32esima sono 746) “le domande presentate da nuclei italiani è salita dal 51% al 58%” sottolinea il primo cittadino secondo cui, grazie al nuovo regolamento, “è stato raggiunto un risultato rivoluzionario: le prime 157 posizioni della graduatoria di assegnazione delle case popolari sono occupate da famiglie italiane in situazioni di necessità”. Per l’amministrazione, “all’introduzione della residenzialità storica abbiamo ristabilito un’equità sociale”.

Il sindaco poi entra nel dibattito politico contro l’opposizione. Fabbri sostiene che l’equità sociale “era stata cancellata dai finti buonismi delle amministrazioni precedenti” targate Partito Democratico e “abbiamo garantito il diritto alla casa alle famiglie che da più tempo risiedono nel nostro Comune che erano da anni penalizzate”. Così il sindaco commenta i dati della nuova graduatoria di assegnazione delle case popolari del Comune di Ferrara, sui cui sono attese repliche da parte dei rappresentanti dell’opposizione in Consiglio comunale, in particolare tra gli esponenti del PD ferrarese. Case popolari spesso al centro del dibattito politico, nei mesi scorsi: tra le vicende, quella che riguardava il vicesindaco di Ferrara, Nicola Lodi, il quale abitava in un alloggio popolare ma, con l’elezione in Comune e il consecutivo stipendio da amministratore pubblico, l’opposizione chiedeva a Lodi di lasciare libero l’alloggio. Il vice-sindaco, mesi fa, annunciò che si sarebbe trasferito insieme alla famiglia in un alloggio privato appena ne avrebbe avuto l’occasione.

L’assessore alle Politiche Abitative del Comune di Ferrara, Cristina Coletti, ammette che la partecipazione al bando sarebbe stata “straordinaria, nonostante le restrizioni e questo dimostra che l’approccio digitale voluto dalla Giunta sia in linea con i tempi ma soprattutto comprova come la casa popolare sia un valore su cui si deve assolutamente investire poiché si tratta di un beneficio in grado di sostenere le nostre famiglie nei momenti di grande difficoltà”.

“Ringrazio Acer per l’importante lavoro svolto e la disponibilità e le organizzazioni sindacali degli inquilini che hanno aiutato l’Amministrazione nella attività di raccolta delle domande fungendo da punti qualificati di consulenza e supporto alla compilazione” aggiunge Coletti secondo cui “l’Amministrazione ha cercato di accogliere quante più domande possibile, investendo sull’edilizia residenziale pubblica anche risorse del proprio di bilancio (circa 320.000,00 euro tra il 2019 ed il 2020) per recuperare alloggi vuoti”.

“A questa graduatoria”, aggiunge l’assessore, “saranno destinati cento alloggi alcuni recuperati con le risorse del piano straordinario regionale e altri utilizzando i proventi derivanti dal riscatto delle Aree Peep messi a disposizione dal Comune”.

E prosegue: “Con le associazioni sindacali di recente si è condiviso un protocollo di intesa che porta le politiche abitative in primo piano soprattutto in un momento di crisi economico-sociale come questo e rimane aperta la possibilità per chi non ha presentato la domanda entro il 15 ottobre di farlo in ogni momento accedendo sul portale dell’amministrazione”.

La 32esima graduatoria approvata oggi 4 gennaio 2021, è provvisoria: si arriverà alla graduatoria definitiva decorso il termine di 30 giorni.

“Alcune domane di assegnazione, sono state escluse perché mancanti dei requisiti stabiliti dalla normativa regionale” sottolinea Coletti, “altre invece sono state ammesse con riserva perché non era presente agli atti di istruttoria tutta la documentazione necessaria a confermare i punteggi attribuiti. Se non si riesce a produrre la documentazione mancante entro i 30 giorni che separano la graduatoria provvisoria da quella definitiva, la domanda sarà inserita con riserva anche in quest’ultima ma sarà possibile sciogliere la riserva sino alla chiamata per l’assegnazione; la riserva infatti non impedisce la chiamata per l’assegnazione, ma l’interessato dovrà produrre la documentazione mancante prima dell’adozione del provvedimento di assegnazione della casa”

Per sciogliere la riserva, spiegano su Cronacacomune.it, è sufficiente produrre la documentazione mancante; questa potrà essere prodotta ad ACER mediante consegna diretta dei documenti (previo appuntamento da concordare allo 0532/230311) o mediante inoltro via Pec ([email protected]) via email ([email protected]) via fax (0532/ 207854) o via posta ordinaria (ACER Ferrara, C.so Vittorio Veneto 7 44121 Ferrara).

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