Caso Aldrovandi, ancora reazioni dopo gli applausi

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“Degli applausi non parlo ma come magistrato e cittadino sono preoccupato per il clima che si sta creando. Le tossine rappresentate da incomprensioni, letture parziali dei fatti e conseguente senso di frustrazione rischiano di accumularsi nel tempo facendo il gioco di chi vuole sfruttare ogni pretesto per attaccare in piazza le istituzioni.

Detto questo e’ inutile negarlo c’è disorientamento anche tra i cittadini”. Così il procuratore aggiunto di Bologna, Valter Giovannini, dopo gli scontri e i cori contro la polizia a Torino, è tornato sugli applausi tributati ai poliziotti condannati per la morte di Federico Aldrovandi al congresso del Sap. Per Giovannini, che si occupò anche delle inchiesta sulla banda della Uno Bianca, “è vero anche all’interno della Polizia di Stato emergono contrapposizioni che rischiano di andare ben oltre il confronto sindacale e questo potrebbe nuocere gravemente all’immagine della stessa Polizia, minando l’unità di intenti che deve sempre sorreggere una attività investigativa o di ordine pubblico”. Per il magistrato “e’ un errore trasmettere segnali secondo i quali qualunque denuncia sporta verso appartenenti alle forze dell’ordine viene acriticamente ritenuta vera dalla magistratura”. Sul suo tavolo, spiega, giungono non poche denunce nei confronti di appartenenti alle forze dell’ordine “che o immediatamente, perché ritenute del tutto infondate, o subito dopo alcune verifiche, vengono archiviate senza che gli interessati ne abbiano mai saputo nulla”.

PROCESSO AI POLIZZIOTTI – A maggio a Bologna si concluderà il processo a carico di alcuni poliziotti per presunte rapine aaldro_sap_1 extracomunitari e “io insieme alla collega Manuela Cavallo andremo in aula con la consapevolezza di avere fatto fino il fondo il nostro dovere senza fermarci alla prima possibile ricostruzione dei fatti. Durante le indagini, difficili ma molto approfondite e condotte dalla stessa Polizia, verso cui mai è venuta meno la nostra fiducia, abbiamo ascoltato apprezzamenti anche molto pesanti sul nostro agire, diversi agenti pensavano e spero non pensino più, che attraverso l’indagine cercavamo pubblicità per fare carriera. Si tratta di comprensibili sfoghi personali che non hanno minimamente influenzato il nostro lavoro”. “In questo momento, oggettivamente difficile – ribadisce Giovannini – la polizia italiana e’ fortunata ad avere come capo il Prefetto Pansa”.

moretti-patrizia-pp4SINDACATO: “NESSUNA SPACCATURA” – “Non c’è nessuna spaccatura nella Polizia di Stato, come nessuna tensione nell’Istituzione che è e resta sana, efficiente e sempre pronta a servire il Paese, la Repubblica e le sue Istituzioni e i cittadini”. Così Felice Romano, segretario generale del Siulp, dopo le polemiche seguite agli applausi agli agenti condannati per la morte di Aldrovandi. “Quanto accaduto a Rimini – sottolinea Romano – va ascritto solo alle persone presenti e nemmeno a tutte così come hanno evidenziato sia i vari servizi giornalistici subito dopo l’accaduto, sia le numerose dissociazioni che i colleghi aderenti allo stesso sindacato hanno pubblicamente postato sul sito”. Il segretario del Siulp critica quindi la “volontà di voler strumentalizzare la sicurezza ai fini elettorali in vista dell’imminente appuntamento per le elezioni europee”. Romano assicura che “la Polizia di Stato e i poliziotti sono sempre al loro posto al servizio dei cittadini e della Repubblica e a difesa delle Istituzioni e della legge anche se avverto la necessità di lanciare un appello al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e a tutti i responsabili dei partiti, oltre che ai mass media, affinché si lasci fuori dalla competizione elettorale la Polizia che è e deve restare al servizio di tutti i cittadini e delle Istituzioni democratiche a prescindere dal colore politico del governo in carica”

COISP SU PAROLE MORETTI
– “Siamo letteralmente sconcertati dalle parole che la signora Moretti ha detto di aver sentito dalcoisp Capo della Polizia. Parole rispetto alle quali lui deve assolutamente dare chiarimenti pubblici, perché il divario abissale che ha aperto, e che contribuisce ad allargare ogni giorno di più, fra sé ed i poliziotti che dovrebbe rappresentare, sta diventando incolmabile”. Franco Maccari, segretario del Coisp, commenta così quanto riferito dalla madre di Federico Aldrovandi dopo l’incontro avuto con il Capo della Polizia, Alessandro Pansa. “La signora Moretti ha riferito ai media di aver insistito perché ai colleghi coinvolti nel caso di suo figlio venga tolta la divisa ed ha aggiunto, per come riportato dai media, che ‘Pansa mi ha detto di avere le mani legate perché la legge non consente alle commissioni disciplinari di adottare provvedimenti diversi dalla sospensione temporanea’”, spiega. “Troppe volte, in queste settimane – conclude Maccari -, Pansa ha dato fermamente l’idea di essere a capo di qualsiasi altra cosa ma non dei poliziotti italiani”, “adottando un linguaggio ed una posizione che è parsa tutta tesa a compiacere i media, l’opinione pubblica, la politica, e qualunque altra cosa, ma mai finalizzata davvero a far da tramite istituzionale, e quindi da collante, fra la Polizia di Stato e gli altri cittadini”. Per il Coisp “Pansa deve chiarire con assoluta precisione le proprie posizioni e le proprie intenzioni, perché al di là di come lo vedono e lo interpretano realmente i 94.000 poliziotti fra i quali regna sovrano lo sbigottimento più assoluto, sulla carta è ancora il loro capo e portare una maschera proprio con loro è l’oltraggio più grave che possa concepirsi e non troppo a lungo sopportabile” .

(ANSA)

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