Caso Camelot: aperto fascicolo in Procura, coop disposta a collaborare. Fabbri (Ln) chiede accesso atti in Regione

procuraLa Procura di Ferrara ha aperto un’inchiesta sulla cooperativa Camelot, da settimane al centro del dibattito in città, una discussione su bandi e appalti inerenti alla gestione degli immigrati che si è accesa soprattutto a livello politico.

Un procedimento avviato in Procura da settimane di cui ne dà notizia, oggi, il quotidiano “La Nuova Ferrara”. Secondo la testata locale, l’inchiesta avrebbe subito un’accelerata negli ultimi giorni con l’acquisizione di documenti in Municipio da parte della Procura, e non sarebbe scaturita dai rilievi dell’Autorità anticorruzione di Raffaele Cantone fatti al Comune di Ferrara a metà agosto.

L’indagine sarebbe nata dopo le varie segnalazioni fatte nel corso dei mesi in via Mentessi, eseguite anche da politici locali. Ora sul materiale richiesto dalla Procura starebbero lavorando i carabinieri del reparto investigativo di Ferrara. L’obiettivo dell’indagine sarebbe quello di valutare se vi siano state procedure irregolari nell’assegnazione dei servizi. Non accenna a diminuire il polverone attorno alla cooperativa, tantomeno dal punto di vista politico. Dopo l’autodenuncia del vicesindaco, Massimo Maisto, e dell’assessore allo sport, Simone Merli, che hanno voluto dimostrare con un’azione forte la propria correttezza, pochi giorni fa è scattata anche la querela nei confronti del capogruppo della Lega Nord in Regione Emilia-Romagna, Alan Fabbri, il quale li accusò di un conflitto d’interessi. Fabbri però non demorde: in giornata avrebbe effettuato un accesso agli atti in Regione in cui chiederebbe se esistono legami di parentela tra i vertici del Comune di Ferrara e i soci di Camelot. Insomma diminuisce il livello di tensione che avvolge il caso.

Nel frattempo, venerdì pomeriggio, è intervenuta ufficialmente la cooperativa Camelot, con una lettera inviata alle redazioni, che ha voluto chiarire alcuni aspetti della vicenda legata alla gestione degli immigrati. “Siamo persone motivate e competenti che si sono costruite una professionalità basata sul merito”, riporta la lettera, nella quale si sottolinea come abbia riempito d’orgoglio, i lavoratori di Camelot, aver vinto bandi nazionali con cui si sono creati dei servizi per le persone in difficoltà, oltre a nuovi posti di lavoro per i ferraresi.

La Cooperativa Camelot “ritenendo di aver sempre agito nella massima correttezza, attenendosi alle procedure di gara e rispettando le regole previste dai diversi iter amministrativi”, dichiara “la propria completa disponibilità a fornire ogni elemento possibile alla magistratura nella speranza che si possa giungere nel più breve tempo possibile alla conclusione dell’indagine in corso”.

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