La Procura chiude le indagini sulla prima parte dell’inchiesta relativa al caso Ferrara Fiere

Ci sarebbero accuse pesanti, secondo quanto pubblicano due testate ferraresi, a carico di cinque indagati al vertice dell’Ente nelle passate gestioni.  Immediata la reazione dell’avvocato Maruzzi, legale dell’ex presidente Filippo Parisini.  In attesa di conoscere gli atti in dettaglio l’avvocato Linguerri, legale di Nicola Zanardi, già presidente dell’Ente fieristico, poi consigliere.

“Respinge con forza le accuse formulate provvisoriamente a suo carico dalla Procura di Ferrara, con l’avviso di conclusione delle indagini della prima parte dell’inchiesta” relativa al caso Ferrara Fiere”.

E’ immediata la reazione dell’ex-presidente di Ferrara Fiere, Filippo Parisini, che in una lettera inviata alle redazioni dal suo legale, avvocato Claudio Maruzzi, sottolinea l’assurdità delle pesanti accuse rivoltegli dall’imprenditore Pietro Scavuzzo, da cui è partita la denuncia dei presunti illeciti relativi alla gestione dell’Ente fieristico ferrarese.

Denuncia e accuse che hanno fatto partire l’inchiesta, che vede a tutt’oggi altri quattro indagati accanto a Parisini: vale a dire l’ex-presidente, prima di Parisini, della Fiera, Nicola Zanardi, la direttrice Giorgina Arlotti, l’amministratore della società che stampava i biglietti per la Fiera Angelo Rollo e lo stesso Scavuzzo.

Per l’avv. Maruzzi “pare a dir poco surreale anche solo pensare che il “grande accusatore”, come lo definisce, Scavuzzo, possa essere stato costretto a versare denaro al suo assistito per consentirgli di continuare ad operare quale allestitore all’interno della Fiera e contemporaneamente accordarsi con lui per spartirsi gli incassi dei bar e dei parcheggi della Fiera”.

Quindi si dice fiducioso che nel prosieguo della vicenda la Procura stessa si convinca della debolezza dell’impianto accusatorio.

Dal canto suo l’avv. Marco Linguerri, difensore di Nicola Zanardi, dichiara di avere ricevuto soltanto oggi la notifica dell’avviso di conclusione indagini, di non conoscere quindi ancora gli atti, che verranno messi in deposito nei prossimi giorni.

Una volta esaminati gli atti, l’avvocato Linguerri si dice certo di poter chiarire la posizione del suo assistito, dichiarando contemporaneamente piena fiducia nell’operato della Procura.

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