Caso Ghedini: i disegni del pittore ferrarese tornano a Ferrara, ma scontentano tutti

I disegni di Ghedini, dopo due secoli e mezzo di vicissitudini andranno a Schifanoia. Marco Gulinelli ne è convinto e così li ha presentati ieri  alla stampa e alla città. Vittorio Sgarbi, irritato dal contrasto con le Associazioni culturali e dal mancato riconoscimento  dell’ intervento della sua Fondazione a favore della collettività ferrarese, minaccia di portarli a Ficarolo, paese natale di Ghedini. Le Associazioni culturali, dal canto loro,  confermano  sdegno e  delusione per l’iter della vicenda e  la mancata restituzione alla Biblioteca Ariostea di un’ opera che era di sua proprietà.

 

C’è delusione e sdegno nelle parole con cui Paola Zanardi, presidente degli Amici della Biblioteca Ariostea e portavoce di alcune prestigiose associazioni culturali ferraresi(Amici dei musei e dei monumenti ferraresi, Ferrariae Decus e Deputazione di Storia Patria, non più Italia Nostra e Accademia delle Scienze che hanno cambiato idea), ripercorre in conferenza stampa  il rapporto intercorso in questi mesi fra le Associazioni e l’Amministrazione comunale sulla vicenda dei taccuini donati oltre due secoli  fa dal pittore ferrarese Ghedini alla Biblioteca Ariostea.

Sdegno per le offese gratuite rivolte da Vittorio Sgarbi in  video su You tube ai rappresentanti delle  associazioni. Delusione per l’inattesa conclusione della  vicenda.

“Avevamo chiesto la restituzione alla città e alla Biblioteca Ariostea di un bene che apparteneva alla città e alla Biblioteca,  non volevamo altro. Lei dopo averci dato la sua disponibilità ha preso altre decisioni.”

Dice Zanardi a Gulinelli, con cui lo scontro sembra davvero insanabile . “Non potevo, dice l’Assessore, condurre una trattativa con un privato per l’acquisto di un bene di cui non sapevo nulla, né conoscevo il valore, se non per la cifra di 20.000 euro, chiesta alle associazioni dal nuovo proprietario, noto antiquario milanese”.

“Volevamo fare un’operazione civica in accordo e in collaborazione con il Comune, replica Zanardi, l’Assessore  dopo il sì iniziale, ha tergiversato, tenendoci all’oscuro dell’accordo in fieri con la Fondazione Cavallini Sgarbi”

Fuori da ogni possibilità di mediazione la  volontà degli Amici dell’Ariostea di fare acquistare i taccuini  dall’Amministrazione, con un loro contributo, rispetto all’acquisto degli stessi, per 18.000 euro,  da parte della Fondazione Cavallini Sgarbi. “Non avrei mai pensato di acquistare, dice il critico d’arte ferrarese, i disegni di Ghedini, un artista interessante, ma di secondo piano,  se non fossi stato coinvolto dall’assessore Gulinelli”.

Nel silenzio della Fondazione Pianori, cui Sgarbi inizialmente si era rivolto per l’acquisto, il Presidente di Ferrara Arte decide di intervenire, racconta,  in prima persona,  facendo acquistare i taccuini dalla Fondazione di famiglia, per metterli a disposizione della città. Pubblico e privato in questo caso, commenta,  non entrano in conflitto, ma si adoperano a vicenda per la comunità, senza il prevalere di interessi di natura privatistica e cita un versetto dei Salmi in cui si riconosce, “Non nobis Domine”.

“I taccuini faranno parte, dice Sgarbi,  delle 500 opere della Fondazione vincolate dallo Stato  e che quindi non potranno mai più essere esposte isolatamente. Andranno o in Castello, se andrà in porto la convenzione ora in sospeso con l’Amministrazione, oppure  nella casa museo di famiglia, aperta al pubblico”.

“Non è un unicum” , continua Sgarbi, che  cita  esempi importanti di operazioni del genere, ma non è quello che avevano chiesto le Associazioni culturali ferraresi.

Sulla vicenda il 19 maggio è intervenuta anche l’opposizione,  con una interrogazione a risposta scritta, che non è stata ancora data, rivolta al S1)indaco e all’assessore Gulinelli da  Ilaria Baraldi del PD e Roberta Fusari di Azione civica.

Sei le domande poste dalle due consigliere: 1) perché l’assessore abbia deciso in silenzio di  cambiare l’accordo preso con le associazioni, 2) se la  fondazione Cavallini Sgarbi sia stata individuata con una manifestazione di interessa pubblico, 3) quali siano i termini  dell’ accordo intercorso  tra il Comune e la Fondazione per il prestito e l’esposizione dei disegni del Ghedini, 4) se ritengano rispettata l’autonomia della Amministrazione negli indirizzi culturali,  5) se ritengano che l’assessore Gulinelli sia autonomo nelle scelte che opera in nome e per conto dei cittadini rispetto alla influenza del Presidente di Ferrara Arte Vittorio Sgarbi, 6) se, infine, ritengano che questo sia il migliore modus operandi per collaborare con le associazioni ferraresi nel rispetto e nella piena applicazione del principio di sussidiarietà ex art. 118 della Costituzione.

Ce n’è quanto basta per mettere in luce la natura ormai tutta politica della vicenda, che, comunque, nel corso del vivacissimo scambio in conferenza stampa, fra contestazioni reciproche e sospetti, ha fatto emergere un tema rimasto finora in sordina: quando si rintraccia un bene culturale  trafugato ad una pubblica Amministrazione, la prima cosa da fare è avvisare l’autorità competente, cosa che non è venuta in mente al momento giusto a nessuna delle parti in causa.

Sicuramente si è persa  l’occasione per  un chiarimento civile e  definitivo, ma si è potuta misurare una volta in più la distanza fra due modi contrapposti di concepire il funzionamento della macchina amministrativa in particolare nel rapporto fra Pubblico e Privato e fra Amministrazione pubblica e Associazioni di volontariato culturale. Abbiamo, invece,  assistito, in chiusura,  ad un insopportabile e imbarazzante scambio di offese personali e turpiloquio tra Vittorio Sgarbi e  Francesco Monaldi, presente in qualità di rappresentante di un’associazione.

Dalia Bighinati

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