Caso Paltrinieri: Zappaterra condannata a pagare

zappaterraUna sentenza di oltre 70 pagine, quella emessa dalla Corte dei Conti di Bologna, che condanna la Presidente della provincia Zappaterra e parte della sua giunta a restituire una parte degli stipendi pagati alla Capo di Gabinetto Manuela Paltrinieri.

La sentenza viene al termine di un’indagine della corte dei conti, innescata da un esposto di Angelo Storari, esponente del Mondo Cinque Stelle. Al centro della sentenza l’assunzione, avvenuta nel luglio 2009, di Manuela Paltrinieri a capo di gabinetto della provincia, carica che mantenne fino a marzo 2013. In quel periodo le furono pagati 226mila euro di retribuzioni: secondo la procura della corte dei conti quei denari furono pagati illegittimamente, perché la Paltrinieri aveva ricevuto un incarico dirigenziale al quale, non essendo laureata, non poteva accedere.

Una nota della provincia diffusa nel pomeriggio fa notare che la sentenza finale smonta in parte le tesi della procura: l’assunzione di Paltrinieri, il contratto e il relativo stipendio non vanno considerati in toto illegittimi. La stessa laurea, a quanto pare, non era affatto indispensabile per quell’incarico. Illegittima fu il cosiddetto ad personam, il forfait aggiuntivo allo stipendio tabellare che la Paltrinieri percepiva in virtù del proprio incarico e dell’ampia disponibilità richiesta. Morale: quindi, per la presidente e i membri di giunta coinvolti nell’assunzione della Paltrinieri i soldi da restituire non sono più 226 mila euro ma 90mila. In ogni caso, la provincia intende ricorrere in Appello anche contro la parte residua della sentenza, che considera comunque ingiusta. Aggiunge in conclusione la nota: quella assunzione, temporanea, fu fatta a termini di legge e con i pareri positivi di tutti i tecnici in carico all’Amministrazione.

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