Caso Vaccini: su dimissioni Corazzari (chieste da opposizioni) lo scontro è politico

All’inizio dell’anno scolastico torna in primo piano anche a Ferrara la questione vaccini, con le opposizioni in Consiglio comunale a Ferrara che aspettano dal Sindaco la risposta ufficiale alla mozione presentata il 5 ottobre scorso al presidente del consiglio comunale, in cui chiedono la revoca dell’incarico di Assessore alla Pubblica Istruzione alla professoressa Cristina Corazzari.

Il caso sarebbe scoppiato, si legge nella mozione firmata dai gruppi consiliari di Gol, M5S, Lega Nord, Forza Italia e Fdi/An, per la sospensione dalla scuola materna di alcuni bambini non vaccinati e per l’intervento dei carabinieri chiamati dai dirigenti scolastici per parlare con i genitori in alcuni casi di mancata vaccinazione.morghen peruffo

In discussione dice Paola Peruffo, tra i firmatari della mozione, farmacista e capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, non è la messa in discussione delle vaccinazioni, nel cui valore, aggiunge la Peruffo, credo personalmente, tant’è che ho sempre fatto vaccinare mia figlia. I dati che la scienza oggi fornisce sono in larghissima misura a favore dei benefici accertati delle vaccinazioni a fronte di ogni altra eventuale incertezza.
La scienza, infatti, documenta i dati della ricerca, non dà le certezze granitiche che alcuni chiedono e che non le sono proprie, ma indica le vaccinazioni come uno strumento medico fondamentale nella prevenzione di alcune malattie infettive.

In discussione c’è che la prof.ssa Corazzari, il 25 settembre, ossia tre giorni dopo l’entrata in vigore del Milleproroghe, avrebbe effettuato provvedimenti di sospensione per i non vaccinati. I Carabinieri si sarebbero limitati a dissuadere i genitori dal violare il decreto Lorenzin, Il Milleproroghe, arrivato il 22 settembre, proroga per un anno l’utilizzo dell’autodichiarazione ai fini dell’iscrizione e della frequenza a scuola, sempre che i genitori documentino l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie entro il 10 marzo 2019.

Corazzari avrebbe aspettato il 2 ottobre per riconoscere la validtà di quest’ultimo decreto, prendendo, provvedimenti di sospensione immotivati e operando , scrive la mozione, in ritardo ed in contrasto rispetto ad una legge della Repubblica Italiana già in vigore al momento dei fatti.

L’assessore Corazzari non risponde a nessuna domanda sulla vicenda, ma lo fa Paola Peruffo, che riferisce come le mamme incontrate abbiano chiesto soltanto di volersi meglio informare, non avendo ancora raggiunto un’adeguata chiarezza sulla questione vaccini.
“Nessuna di loro, dice Peruffo, ha dichiarato di non volere vaccinare i propri figli, per questo si sono sentite discriminate dal provvedimento di sospensione, etichettate in via pregiudiziale”, conclude Peruffo.

Il sindaco, intanto, una risposta attraverso i media l’ha data: non solo non revocherà l’incarico, ma biasima il Governo pasticcione, che “prima, scrive Tagliani, ha fatto una circolare che contraddiceva una legge dello stato (il ‘decreto Lorezin’, ndr), inducendo i dirigenti scolastici a programmare in presenza di un conflitto normativo insormontabile; poi, per rimediare all’errore, è intervenuto con il decreto ‘Milleproroghe’, che con la scuola, commenta tranchant, c’entra come i cavoli a merenda, e oltretutto ad anno scolastico già avviato e legiferando anche sulla scuola d’infanzia 0-3, sulla quale mi risulta che la competenza sia delle Regioni”

Nell’entourage dell’assessorato i toni sono più smorzati. Si attendono i chiarimenti chiesti alla Regione e le risposte ufficiali.

A voler commentare la vicenda, se il “Milleproroghe” determina per legge il blocco dei provvedimenti di sospensione, lascia scoperti, però, i diritti della parte più debole della popolazione scolastica, vale a dire il diritto all’autotutela di quei bambini più fragili, che per malattie o altre ragioni rischiano grosso frequentando classi con bambini non vaccinati.

Chi scrive pensa che se ci fossero vaccini utili per debellare la sclerosi multipla e altre malattie per le quali ancora non esistono terapie definitive, chi ne è affetto correrebbe subito a farsi vaccinare, anche in presenza di dati statistici che non eliminassero i rischi al 100%.

Ma oggi la diffidenza e la paura di essere vittime di interessi illeciti chiedono di continuare ad approfondire le questioni e quindi induce a continuare a fare informazione, anche sulle vicende burocratiche.

La vicenda delle dimissioni chieste per la professoressa Corazzari ha, in fatti, messo il dito sulla piaga dell’ ingorgo normativo, che in questi ultimi due anni si è creato sulla vicenda vaccinazioni.

Dalia Bighinati

 

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