Cavicchi critica Belsito, difende Bossi

“Sicuramente il mio leader Bossi non ha preso soldi. Credo invece sia un tentativo di infangare il partito e guarda caso proprio nel giorno, ieri, in cui dovevano essere consegnate le liste per le future elezioni amministrative”.

Non ha dubbi sull’innocenza del senatùr e della sua famiglia il leader provinciale della Lega Nord, Giovanni Cavicchi e il giorno dopo la bufera giudiziaria che ha colpito il Carroccio commenta l’accaduto. “Da circa due anni al Federale, anche noi della Lega dell’Emilia avevamo chiesto chiarimenti sulla gestione economica nazionale, che da noi in Emilia, con la gestione Alessandri non fa una grinza”.

“Se l’Emilia infatti dà al Carroccio il 15% di tutti gli emolumenti dei suoi eletti quando ce n’è stato bisogno, magari per eventi di campagna elettorale – spiega Cavicchi – non si può dire che Belsito, da buon genovese, ci abbia coperto completamente le spese”.

Francesco Belsito, che già nel dicembre 2010 fu al centro di un’inchiesta giornalistica del quotidiano genovese il Secolo XIX, per aver conseguito in modo nebuloso lauree all’università di Malta, in Scienze della Comunicazione e poi a Londra in Scienze Politiche, al fine di ottenere una carica all’interno della società finanziaria della Regione Liguaria, la Filse, vice-presidente di Fiancaitieri, oggi è indagato da tre procure: Milano, Napoli e Reggio Calabria. Le accuse contro di lui sono di appropriazione indebita, per le procure avrebbe cioè sottratto soldi al partito per agevolare le spese personali per la famiglia Bossi e per la senatrice Rosy Mauro. Si aggiungono anche i reati di truffa ai danni dello Stato e riciclaggio.

Su Belsito infatti pesa l’ombra della ‘ndrangheta. Il tesoriere della Lega, che si è già dimesso dalla carica, per gli inquirenti avrebbe avuto infatti rapporti con il procacciatore di affari per la criminalità organizzata, Romolo Girardelli.

La famiglia Bossi intanto nega tutto e tramite il figlio del senatùr, Renzo dichiara di non aver mai preso un soldo per motivi personali.

Sulla genesi del tesoro del Carroccio intanto c’è un libro che ripercorre la storia della Lega Nord. Si intitola “Partiti spa” ed è stato scritto dal giornalista Paolo Bracalini, attuale firma del quotidiano “Il Giornale”. All’interno del libro, che svela tutti gli intrecci finanziari dei partiti italiani, c’è un capitolo intitolato “l’Oro di Bossi”.

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