Cciaa, ricambio generazionale tra le cause di morte delle imprese ferraresi

Minacciate dal ricambio generazionale. Le piccole e medie imprese ferraresi non devono fare i conti solo con l’alta pressione fiscale, la concorrenza internazionale e l’onda lunga della crisi finanziaria che ha chiuso i rubinetti del credito. A complicare la vita degli imprenditori c’è anche il ricambio generazionale, tra le cause più frequenti di mortalità delle imprese nella nostra provincia. L’argomento è da tempo al centro delle attenzioni della Giunta della Camera di commercio, sensibile all’impatto sull’occupazione della cessazione di imprese a causa della mancata successione generazionale, ed è particolarmente attuale e rilevante nel nostro territorio, dove molte imprese stanno affrontando o dovranno affrontare nel breve periodo il problema della continuità generazionale.

A Ferrara infatti, al 30 settembre di quest’anno, sono 2.370 gli imprenditori individuali con i capelli bianchi (circa il 12% del totale), 632 dei quali sono donne. Un fenomeno in costante crescita, che ha fatto registrare, rispetto al 2011, un +1%. Questo il quadro che emerge dall’Osservatorio dell’economia dell’Ente di Largo Castello sui dati del Registro delle imprese, che sottolinea pure come non necessariamente i figli, anche quando hanno avuto un ottimo percorso accademico e formativo, rivelino le stesse capacità imprenditoriali dei genitori.

“La trasmissione d’impresa, a sostegno della quale la Giunta camerale destinerà, a breve, nuove risorse finanziarie, costituisce una fase naturale ma spesso critica della vita di un’impresa”. Così Paolo Govoni, presidente della Camera di commercio, che ha aggiunto: “Talvolta gli imprenditori sottovalutano il problema e non lo affrontano con il necessario anticipo. L’obiettivo della Camera di commercio sta proprio in questo: agire non solo sull’imprenditore uscente e subentrante ma, soprattutto, sulle persone che gravitano intorno all’imprenditore e nelle quali egli ripone la propria fiducia, anche attraverso il modello del “workers buyout”, l’operazione di acquisto di una società realizzato dai dipendenti dell’impresa stessa”.

I problemi segnalati dagli imprenditori ferraresi: la scarsa disponibilità alla delega da parte dell’imprenditore “uscente”; la complessità nel processo di trasferimento delle competenze (di mestiere e/o professionali e/o manageriali, a seconda dell’attività) e delle reti di relazioni, che in genere richiede un lungo periodo di affiancamento; la condivisione della visione strategica tra vecchie e nuove generazioni; la disponibilità di risorse finanziarie; la burocrazia; l’assenza di pianificazione.

Saranno finanziate, in particolare, dalla Camera di commercio le azioni di affiancamento erogate dalle associazioni di categoria nei confronti del sistema bancario, di consulenza specialistica per valorizzare la propensione all’innovazione ed il patrimonio di conoscenze già acquisite dall’impresa, nonché di assistenza diretta nelle operazioni di trasferimento della proprietà e della conduzione aziendale sia verso eredi/successori/dipendenti, sia verso acquirenti esterni.

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