CCSVI nella SM: “Crediamo in Brave Dreams”

ccsvi cremona chinellato

Al Convegno di Cremona il team dei ricercatori emiliani da cui è scaturito il cosiddetto metodo Zamboni, era rappresentato dal prof. Paolo Zamboni, chirurgo vascolare – direttore del Centro Malattie Vascolari dell’Università di Ferrara e dal dott. Fabrizio Salvi, neurologo – Ospedale Bellaria di Bologna.

Accanto a loro il dott.Raffaello Pagani, chirurgo vascolare di Milano, che ha presentato gli esiti di una ricerca che conferma l’ipotesi del team Zamboni – Salvi, il prof. Gualtiero Nicolini  Responsabile Regionale CCSVI Lombardia e Silvia Chinellato, Vicepresidente Nazionale dell’Associazione che ha spiegato le ragioni del Convegno, sostenendo la necessità di equilibrare maggiormente ciò che i media raccontano a proposito della ricerca legata al metodo Zamboni

“La scoperta Zamboni ha rivoluzionato, ha detto Silvia Chinellato, la ricerca sulla sclerosi multipla, malattia neurologica degenerativa, di cui non si conoscono ancora le cause”.” Definirla inguaribile, ha esordito il neurologo dell’ospedale Bellaria di Bologna, Fabrizio Salvi, significa semplicemente riconoscere che ancora non si è trovata la strada per renderla guaribile, ma è necessario liberarsi dai dogmi che inchiodano il pazienti al terrore di una malattia definita finora autoimmune, o alla rassegnata dipendenza a vita da farmaci molto pesanti”. La scienza, ha sottolineato il neurologo bolognese, rifiuta i dogmi e pregiudizi.

Dalla sperimentazioni in corso si attendono risposte convincenti. Perché dunque ostacolarla o boicottarla, come hanno cercato implicitamente di fare quelle ricerche, contestate per i metodi con cui sono state realizzate, direttamente dal prof. Zamboni, che, tuttavia hanno sollevato questi mesi un gran polverone mediatico proprio contro l’ipotesi Zamboni, che lo studio Brave Dreams deve validare? Quali sono gli interessi in gioco? Perché rinunciare ad una ipotesi che apre comunque nuovi orizzonti alla ricerca su una malattia che colpisce tanti giovani? Il dibattito scientifico, giunto sui media ha creato l’impressione di un vero e proprio conflitto fra neurologi da un lato e chirurghi vascolari dall’altro, uno scontro che disorienta perché la Scienza non dovrebbe mai avere verità indiscusse e indiscutibili, come i neurologi sembrerebbero sostenere rifiutando in blocco l’ipotesi di Zamboni e di Salvi, , né dovrebbe dare ascolto a chi propone soluzioni facili e miracolistiche. Questo, ha spiegato Paolo Zamboni, è ciò che accade quando pazienti esasperati da condizioni di salute che i farmaci non riescono a migliorare ricorrono ad interventi di angioplastica a pagamento eseguiti in cliniche private, fuori, dal controllo del Servizio sanitario nazionale, ignorando il percorso di Brave Dreams. La sperimentazione, di cui è capofila il Centro di Ferrara, in questi mesi ha trovato purtroppo nei neurologi, che in gran parte si sono schierati contro questa teoria, un ostacolo pesante perché spetta proprio a loro indirizzare i pazienti alla sperimentazione, che in alcuni Centri stenta a partire perché i neurologi che li hanno in cura non propongono loro questa possibilità.

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