Centri Estivi, 13milioni di fondi regionali per aiutare le famiglie a pagare le rette

Per i genitori che lavorano, una risorsa indispensabile nei mesi di chiusura delle scuole; per i figli, un punto di riferimento educativo, di aggregazione, crescita, divertimento e sport. Sono i centri estivi, spesso una vera e propria ancora di salvezza per le famiglie, anche se il costo delle rette può costituire un problema. Per questo la regione emilia romagna ha stanziato 13 milioni di euro per aiutare le famiglie a sostenere questa spesa. A gestire le graduatorie saranno i comuni.

Centri estivi, una vera salvezza per i genitori che lavorano, un luogo di svago, educazione, sport e divertimento per i bambini, ma anche un costo che per molte famiglie diventa un problema. Da quest’anno in loro aiuto ci saranno i fondi della Regione Emilia Romagna che con il “Progetto per la conciliazione tempi cura lavoro: sostegno alle famiglie per la frequenza di centri estivi” – approvato dalla Giunta nei giorni scorsi – ha stanziato 13 milioni di euro su due anni (6 per il 2018, 7 per il 2019) per consentire ai genitori di fronteggiare la spesa e favorire la massima partecipazione dei bambini ai servizi estivi. Il contributo riconosciuto alle famiglie – purché residenti in Emilia-Romagna e composte da entrambi i genitori, o uno solo in caso di famiglie mono genitoriali, occupati e con un reddito Isee annuo entro i 28 mila euro – prevede fino a un massimo di 210 euro: 70 euro a settimana per 3 di frequenza.

Le risorse provengono dal Fondo sociale europeo e saranno suddivise tra Comuni o Unioni di Comuni capofila di Distretto, ad esempio per la provincia estense Ferrara, Copparo o Cento, che dovranno stilare l’elenco dei centri estivi – gestiti direttamente dal Comune o, per quelli privati, individuati tramite bando – aderenti al progetto.

Per accedere alla richiesta di contributo occorre scegliere uno dei centri inseriti nell’elenco comunale. La richiesta dovrà essere fatta contestualmente all’iscrizione, presentando la dichiarazione Isee. Spetterà poi al Comune l’istruttoria, il controllo dei requisiti e la successiva compilazione della graduatoria delle famiglie individuate come possibili beneficiare del contributo, fino ad esaurimento della disponibilità finanziaria.

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