Quale futuro per il Centrosinistra a Ferrara?

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Parte da questa domanda l’iniziativa dell’associazione Culturale Democratica di Ferrara, (vicina ai militanti dell’ex Pdci di Oliviero Diliberto ) che il 28 marzo scorso ha chiamato a raccolta i ferraresi amici e non del centrosinistra, per interrogarsi sui risultati alle politiche del 4 marzo scorso, analizzare le cause del crollo del Partito democratico anche a Ferrara e cominciare a progettare il percorso politico che portarà alle elezioni amministrative ed europea del 2019.

Con le elezioni europee alle porte, ma soprattutto con le amministrative, che nel 2019 vedranno anche Ferrara al voto, e altri importanti comuni della provincia, il popolo della sinistra ferrarese, dopo la debacle delle politiche del 4 marzo scorso, si interroga, fa analisi e valutazioni finalizzate ad un possibile progetto che consenta al Pd ferrare se di recuperare i voti in fuga verso il CentroDestra e verso il M5S.

Il confronto promosso mercoledì sera all’hotel Lucrezia Borgia dall’associazione Culturale Democratica di Ferrara, ( associazione vicina ai militanti dell’ex Pdci di Oliviero Diliberto ) aveva come ospiti l’architetto Pier Luigi Cervellati, il professore Bruno Poggi, docente di Comunicazione politica presso l’Università di Studi internazionali di Roma e l’ex sindaco Roberto Soffritti. Dati alla mano, Bruno Poggi ha messo a confronto due consultazioni elettorali ferraresi, il 1995 con il 2018, l’ultima elezione comunale che ha portato alla carica di Sindaco di Ferrara, Roberto Soffritti, e le politiche del 4 marzo scorso. Scopo del confronto, mettere nero su bianco i numeri che illustrano la perdita dei consensi delle coalizioni di Centro Sinistra e dei due partiti PDS e PD, .nell’arco di 23 anni a Ferrara

In 23 anni il Centrosinistra ha perso 34.000 voti, ha detto Poggi, con un calo annuale di 1500 voti, come dire che ogni giorno in questi 23 anni 4 ferraresi hanno voltato le spalle all’area politica al governo della città da sempre, seppure con la trasformazioni operata dall’Ulivo e dalla nascita successiva del Pd. Fra i dati emersi , la certezza che i giovani non votano centrosinistra e un terremoto all’interno di comunità dove la sinistra ha un radicamento storico.

Prospettive per quest’area? Italo Cariani, segretario dell’Associazione, che ha passato in rassegna le criticità a livello locale, ha individuato nella difficile gestione del fenomeno migratorio e della fibrillazione in area Gad, nel crack di Carife e nel dramma degli azzerati, nella mancata politica di sostegno dell’edilizia ferrarese, ma anche del malumore prodotto dall’introduzione delle calotte di Hera, non ha dimenticato il positivo: ricostruzione post sisma, politiche della cultura e del turismo, sostegno ai cittadini più disagiati. Cose buone,ma evidentemente insufficienti. Secondo l’architetto Cervellati, che ha portato un punto di vista bolognese e regionale, al Pd sono mancate politiche di sviluppo dell’edilizia, una pianificazione di lungo periodo del territorio,la rigenerazione urbana portata a sistema

Fra i rimedi suggeriti dai molti interventi, la capacità di riconoscere gli errori fatti, l’ascolto delle ragioni di disagio e di paura di tanti cittadini, la comunicazione di un progetto forte di sviluppo basato sulla piccola impresa , che dia occupazione ed eviti il desertificarsi delle aree urbane, periferie comprese. Forte, il richiamo di Girolamo Calò e Massimo Buriani all’identità storica della Sinistra, ai diritti, al lavoro, alle politiche di contrasto alle diseguaglianze. “La politica è una cosa difficile e impegnativa, non si improvvisa, ha tuonato nel finale l’ex sindaco Soffritti, soddisfatto per avere smosso un dialogo importante.”

Soffritti, che ha biasimato la distruzione del Palazzo degli Specchi, di cui ha difeso la bontà del progetto iniziale, travolto poi dall’ombra della mafia, senza nessuna responsabilità dell’amministrazione di allora, ha sottolineato la necessità “di una politica che sappia tenere dritta la barra del timone su un progetto forte di città, anche contro il fuoco amico.”

D.B.

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