Certificazione della parità di genere in G.U.

Il 1° luglio è stato pubblicato in gazzetta ufficiale il decreto della Ministra Bonetti del 29 aprile 2022 che promuove la Parità di genere sul posto di lavoro.

Il decreto attraverso gli incentivi concessi a chi otterrà la certificazione della parità di genere in azienda intende eliminare il divario di retribuzione tra uomini e donne incentivando le imprese ad adottare policy adeguate a ridurre il divario di genere.

Obiettivo dell’investimento pari a 10 miliardi di euro, previsto dalla Missione 5 del PNRR,  è quello di assicurare una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro e ridurre il gender pay gap.

Prelude alla creazione di un sistema nazionale di certificazione della parità di genere, che dovrà migliorare le condizioni di lavoro delle donne anche in termini qualitativi, di remunerazione e di ruolo e promuovere la trasparenza sui processi lavorativi nelle impreseennesima parita genere

Ad ottenere la certificazione dovranno essere almeno 800 aziende, di cui almeno 450 piccole e medie, come si legge sul sito di Italia Domani.

Altre 1000 l’otterranno assieme a un’assistenza tecnica.
I criteri per ottenere la certificazione saranno i seguenti:

  • crescita di opportunità per le donne all’interno dell’impresa,
  • uguaglianza delle remunerazioni a parità di lavoro,
  • presenza di politiche per la diversità di genere,
  • protezione della maternità.

Senza volerlo mitizzare, si tratta di un atto che rivoluziona le prassi in azienda sia nella fase delle assunzioni, che nell’ambito delle relazioni in azienda e delle carriere.

Il commento della Ministra Elena Bonetti 

«Abbiamo scelto  di investire nel lavoro femminile e di accompagnare concretamente le imprese.

La certificazione per la parità di genere è uno strumento fortemente innovativo e  attiverà nuove pratiche di carattere aziendale.

A spiegarlo è la Ministra Elena Bonetti, che aggiunge “Non possiamo più permetterci di lasciare in panchina le competenze e i talenti femminili.

Liberarli non è soltanto giusto, ma necessario. Questa è la strada che il governo ha deciso di percorrere per far crescere tutto il Paese».

Nello stesso Decreto è prevista l’“informativa annuale sulla parità di genere”, da parte delle imprese, con cui Il datore di lavoro ha l’obbligo di informare le rappresentanze sindacali e le consigliere di parità.

Queste le  sei aree da monitorare per definire un’organizzazione inclusiva e rispettosa della parità di genere:

  1. Cultura e strategia;
  2. Governance;
  3. Processi HR;
  4. Opportunità di crescita ed inclusione delle donne in azienda;
  5. Equità remunerativa per genere;
  6. Tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro.

Per ciascuna area di valutazione, vengono identificati specifici KPI (Key Performance Indicator), di natura sia qualitativa che quantitativa.

Ogni indicatore ha  ciascuno un “peso” specifico, che misura le azioni finalizzate a promuovere e tutelare le diversità e le pari opportunità.

 

UNI/PDR 125:2022 – PARITÀ DI GENERE

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