“Che bel romanzo”: la mostra che racconta il successo del capolavoro di Bassani

L'esterno del Meis

La notte ebraica – a partire dalle 23 di sabato per l’itinerario bassaniano attraverso la città- e l’inaugurazione della mostra su Il giardino dei Finzi Contini – intitolata “Che bel romanzo”, domenica mattina alle 10.30 al Meis – : sono questi i primi due appuntamenti della Festa del libro ebraico di Ferrara, che giunge quest’anno alla terza edizione.

Oggi gli ultimi ritocchi all’allestimento del percorso espositivo, integralmente curato da Raffaella Mortara, consigliere della Fondazione Meis e vicepresidente del Cedc, Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea. La mostra, che offre uno straordinario mosaico di immagini e parole e che è stata realizzata grazie al contributo di Banca Generali e alla collaborazione dell’Istituto di Storia contemporanea di Ferrara, della Fondazione RCS Corriere della Sera e delle Teche Rai, ospiterà sia lo studio dello scrittore, prestato dalla Fondazione Giorgio Bassani, sia l’istallazione di un giardino che vuole rievocare il mitico Giardino protagonista del romanzo.

Arriviamo subito dopo l’intervista con rete alfa e con la Rai, nell’aria c’è l’ansia dell’ultim’ora. L’allestimento deve essere completato prima dell’inizio del Shabbat,. Raffaella Mortara è stanca, ma visibilmente soddisfatta, il catalogo è pronto, è riuscito bene, il giardino sta per essere istallato. Noi ci godiamo l’anteprima con la curatrice come guida d’eccezione. Un lavoro appassionante, le chiediamo le difficoltà, ma è prevalso, dice lei il divertimento.

Noi questa sera non racconteremo in anteprima la mostra, che a colpo d’occhio ci sembra straordinariamente d’effetto, un vero salto nell’italia letteraria e non di 50 anni fa, lanceremo invece l’appello a quello che Raffaella Mortara chiama “L’angelo del destino”.

A lui dice Raffaella Mortara, collaboratore del Touring club, in forza al Meis , in occasione della prima apertura, e anonimo donatore di un pacco di libri dati direttamente a lei, una sera di dicembre, che ci racconta la genesi della mostra, deve l’idea da cui è partita.

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