Che fine ha fatto il Biogas

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Dopo il boom del 2012, dovuto a grandi incentivi per la realizzazione degli impianti Biogas, richieste per nuove centrali in provincia di Ferrara non ce ne sono più. E quelle in funzione quante sono e che impatto hanno sul territorio?

Dal primo gennaio 2013 il Biogas non interessa più. Agli uffici della Provincia di Ferrara non sono più arrivate richieste per l’attivazione di nuovi impianti come c’era da aspettarsi visto che, con la fine del 2012 sono terminati anche gli incentivi statali che avevano favorito il boom di impianti.

Oggi in provincia di Ferrara ci sono 39 centrali in funzione che sono riuscite ad avviare gli impianti entro il 31/12/2012 e quindi a beneficiare degli incentivi. 27 centrali, tutte da 0,999 megawatt, sono state autorizzate dalla Provincia e 12 dai singoli Comuni. In realtà i progetti che hanno avuto il via libera sono stati 48 ma 9 società non sono riuscite a realizzare le strutture in tempo per accedere ai fondi statali e si sono fermate. I comuni con la più alta concentrazione di impianti sono quelli del mezzano, Argenta e Ostellato con 7 centrali ciascuno. Caso a parte Bondeno, nell’alto ferrarese che conta 6 centrali, 4 delle quali tristemente note per le puzze. “Una situazione, quella di Bondeno, che, spiega l’assessore provinciale all’ambiente Giorgio Bellini, finalmente sembra essere risolta. Dopo 2 anni di lotte dei cittadini, numerosi esposti, la chiusura forzata degli impianti per due mesi, la proprietà si è decisa ad adeguarsi alle nostre richieste e modificare la struttura”. “Da fine estate, prosegue Bellini, da quando è stato riaperto l’impianto, non ci sono state più segnalazioni di esalazioni odorigene come quelle che tanto avevano provato i residenti dei dintorni”.

“Quanto agli altri impianti, sottolinea Bellini, a parte un esposto per Maiero e qualche segnalazione su Masi Torello, non risultano situazioni di disagio legato al funzionamento delle centrali”. I tecnici della provincia stanno facendo sopralluoghi a campione per verificare l’impatto delle emissioni, mentre l’Arpa sta verificando che i progetti degli impianti attivi siano conformi a quelli autorizzati. “Abbiamo esercitato un forte controllo delle richieste ai nostri uffici, conclude l’assessore all’ambiente, e abbiamo cercato di contenere un impatto sul territorio agricolo”. Alle colture per il Biogas vengono infatti dedicati 13mila ettari di terreno, il 7,5% di tutta la superficie agricola utilizzata per le colture estensive in provincia.

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