Emergenza Chiesa San Domenico a Ferrara – VIDEO

chiesa san domenicoSul crollo  di una parte del tetto della Chiesa di San Domenico, interviene con una lettera alle redazioni l’architetto Michele Pastore, Presidente di Ferrariae Decus.

Il crollo di una porzione del tetto della Chiesa di San Domenico, dice l’architetto Pastore, in una lettera inviata ieri alle redazioni, è un evento che può dirsi annunciato, perché lo stato di abbandono in cui versa da anni il monumento faceva presagire un rischio imminente.

L’allarme lanciato da Ferrariae Decus, che già da un paio d’anni si era attivata per cercare di salvare il salvabile, riguarda in particolare le opere d’arte contenute all’interno della Chiesa, che tranne poche eccezioni in questi anni non sono state state messe in sicurezza (il coro ligneo della fine del 1300, preziosa opera di Giovanni Baisi, uno dei più antichi esistenti nella regione; gli arredi lignei che ricoprono interamente l’antica sacrestia ( la Cappella Canani); numerosi dipinti tra i quali opere dello Scarsellino, del Bononi, del Gandolfi ed altri, contenuti nelle cappelle laterali, nonché diverse sculture in marmi pregiati, rimaste), ma languono all’interno della Chiesa in preda a muffe , umidità e tarli.

Ferrariae Decus denuncia anche il fallimento di un tentativo di bonificare queste preziose opere per trasferirle momentaneamente in sede più sicura: tentativo cui Ferrariae Decus stessa aveva contribuito, concorrendo assieme alla Curia, e grazie al contributo ottenuto dalla Associazione Regionale delle Fondazioni Casse di Risparmio, alla raccolta dei fondi necessari.

Un fallimento legato alla paradossale impossibilità di entrare nella chiesa, chiusa da lucchetti continuamente cambiati, da chi, scrive l’architetto , riteneva San Domenico casa sua. Una sorta di beffa cui si è, purtroppo,aggiunto anche il danno della perdita di quei fondi, perché il contributo delle Fondazioni Casse di Risparmio era a termine.

Oggi il parziale crollo del tetto ha aperto le porte della chiesa, commenta Michele astore, ma può portare a danni irreparabili sia sul bellissimo monumento barocco, sia sul suo contenuto. Di qui l’appello ad intervenire con urgenza per salvare la chiesa con le sue opere e la domanda che Ferrariae Decus pone ai diretti responsabili della gestione della ricostruzione post sismica, per sapere perché San Domenico non sia stata posta tra le priorità per accedere ai contributi sismici forse, conclude l’architetto Pastore, oggi esauriti.

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