Sisma, chiusa l’inchiesta su crolli

crolli sisma terremotoLa procura chiude le indagini sui crolli per il terremoto del 20 maggio di un anno fa e stringe il cerchio su cinque persone. I nomi sarebbero fra i progettisti e i collaudatori dei due capannoni, quello delle ceramiche Sant’Agostino dove alle 4 e 04 persero la vita due operai, Nicola Cavicchi e Leonardo Ansaloni, e Gerardo Cesaro che si trovava al lavoro negli impianti della Tecorpess di Dosso.

In queste ore infatti starebbero per partire gli avvisi di chiusura delle indagini, il 415 bis. Cadono invece le ipotesi di reato per tutti gli altri nomi finiti nel fascicolo.

Il pm titolare delle indagini, Ciro Alberto Savino, dopo le sollecitazioni dei legali delle famiglie ha condotto inoltre ulteriori indagini su eventuali responsabilità dei datori di lavoro e sulle responsabilità collegate con eventuali omissioni di cautele sui luoghi di lavoro in caso di terremoto. Filoni dai quali tuttavia non sono emersi dati particolari e per i quali la procura non ha ritenuto di invidiare delle responsabilità. Diversa è invece la posizione di alcuni dei legali delle famiglie delle vittime. L’avvocato Patrizia Micai, infatti oggi sul quotidiano La Nuova Ferrara dichiara che i tre operai finiti in questa inchiesta “non sarebbero morti solo a causa del terremoto”.

La scossa del 20 maggio provocò anche un altro crollo, a Stellata di Bondeno. Nel capannone dell’Ursa perse la vita un giovane operaio di 20 anni, Tarek Naouch. Per quel crollo la procura ha indagato quattro persone.

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