Chiusura discoteche: le RSU della sanità replicano al vicesindaco Lodi

Comunicato delle RSU Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara e RSU Azienda USL di Ferrara:

Stando all’ultima uscita del Vicesindaco Lodi nella quale afferma che “stiamo subendo il peggior regime degli ultimi 100 anni”, noi professionisti della salute delle Aziende ferraresi avremmo qualche puntualizzazione da fare.

La decisione presa dal Governo di “sospendere le attività di ballo, all’aperto e al chiuso, che abbiano luogo in discoteche e in ogni altro spazio aperto al pubblico” e rendere obbligatorio l’utilizzo della mascherina “anche all’aperto dalle 18 alle 6 nei luoghi con rischio di assembramento o in altri luoghi aperti al pubblico”, ha il solo scopo di tentare ancora una volta di arginare questa pandemia che da mesi sta attanagliando non solo il nostro paese ma l’intero mondo.

Le discoteche e le sale da ballo sono per eccellenza luoghi di promiscuità dove è impossibile garantire misure di prevenzione del contagio di questo virus quindi non vi sono altre soluzioni possibili oltre alla temporanea chiusura dei locali; questo è dettato anche dal fatto che stando all’OMS “la pandemia nel mondo è entrata in una nuova fase, in cui è spinta da contagi nei giovani sotto i 40 anni e con un maggior rischio per le fasce più vulnerabili”.

Chi ricopre incarichi istituzionali non dovrebbe contrapporre fintamente lavoratori di settori diversi, ma lavorare per garantire la sicurezza di tutti. Non si tratta di voler azzerare o spazzare via un comparto come quello del divertimento, ma molto più semplicemente di ridurre i contagi.

La salute è il bene più prezioso che una persona possa avere e noi professionisti, quelli definiti più volte eroi, quelli ai quali venivano consegnate pizze e generi alimentari di ogni sorta, quelli che hanno lottato contro una guerra ad armi impari, abbiamo il dovere etico e deontologico di salvaguardarla appoggiando e sostenendo con tutta la nostra forza le misure anti – diffusione emanate dal Governo per contenere questo maledetto virus.

Noi, un tempo eroi e già messi in disparte, siamo sempre li ad aspettare un’altra ondata con la sola differenza che ora siamo più preparati per combattere la guerra perché il nemico già lo conosciamo, nemico che per colpa di persone becere e non curanti delle restrizioni faremo fatica a batterlo, ma noi lottiamo per vincere non per essere vinti.

Noi ci siamo stati, ci siamo e ci saremo sempre.

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