“Ciao Renata”, il saluto alla senatrice Talassi. Quando disse: “Io sono nata con la politica” – VIDEO

“Ciao Renata, siamo grate che il tuo ultimo passaggio sia stato all’UDI!”.

Inizia così il messaggio con cui Udi Ferrara rivolge il suo ultimo saluto ad una storica presidente dell’Unione donne d’Italia, Renata Talassi che a fine novembre era all’UDI per una video intervista del documentario su Luisa Balboni prima sindaca di una città capoluogo del dopoguerra.
Era stata lei a sposare il 2 giugno 1954, UNA giovanissima Renata TalassI, già pienamente impegnata in politica nel Partico Comunista Italiano, come lei stessa racconta nell’autobiografia pubblicata nel 2008 da Corbo edtore, dal titolo “Una vita fortunata, tra politica e affetti.”

In questi giorni molte figure istituzionali di ieri e di oggi, insieme a politici e a rappresentanti dell’associazionismo civile, in primis l’Anpi, di cui è stata presidente e vicepresidente, hanno ricordato Renata Talass, sconmparsa il 1° gennaio per una malattia fulminante, che non le ha dato scampo. Ne hanno rievocato l’impegno politico, profuso fin da giovanissima, nei suoi 60 anni di attività pubblica, spesa negli anni del dopoguerra a favore della ricostruzione del Paese, all’interno del PCI ferrarese, poi nel Sindacato, alla fine degli anni ’50 come consigliera in Comune a Ferrara, poi dal 1972 al 1983 come deputata e senatrice a Roma,in anni cruciali della storia politica italiana, di grandi conquiste sul piano dei diritti soprattutto delle donne all’interno della famiglia e della società, ma anche di tormentate vicende politiche: gli anni del terrorismo, del rapimento di Aldo Moro, anni di grande impegno a livello legislativo e di relazioni internazionali per la senatrice Talassi, divisa fra attività parlamentare e vita in famiglia, in una difficile conciliazione, che le fu permessa dal supporto delle donne della sua famiglia, mamma e suocera, dalla comprensione del marito Franco e del figlio Dario.

Apripista anche in questo con poche altre donne della politica italiana, che hanno aperto il sentiero degli incarichi elettivi nazionali al mondo femminile del Paese.

Vicepresidente e Assessore della Provincia di Ferrara nella seconda metà degli anni 80, animatrice e promotrice del Comitato di solidarietà per Silvia Baraldini , che riuscì, grazie alla sua ostinata determinazione e superando ogni steccato politico, a riportare in Italia dal carcere di Marianna in Florida.

Con Renata Talassi, che qui vediamo nella sala del Consiglio comunale, il 12 marzo del 2016, con le donne della politica ferrarese a celebrare i 70 anni del voto alle donne e della Repubblica, Ferrara perde una donna dal carattere fuori dell’ordinario, decisa, aperta, forte, innovatrice, come dimostrò anche nei suoi ultimi incarichi di segretaria e di presidente dell’Anpi provinciale, di cui rivitalizzò, con altri illuminati spiriti ferraresi, i valori della Resistenza, inaugurando i pellegrinaggi delle scuole in visita ai campi di sterminio nazisti, promuovendo campagne di mobilitazione contro i tentativi di revisionismo storico e di riabilitazione del fascismo e, in collaborazione con l’Associazione dei partigiani cristiani (ANPC), in difesa della Costituzione.

Nelle pagine finali della sua autobiografia, che potrebbe essere letta nelle scuole, la ex senatrice si dice mortificata del distacco attuale fra cittadini, istituzioni e politica e si augura con ottimismo che questa lontananza possa essere superata. Ma ciò che emoziona maggiormente è la perenne freschezza con cui parla degli affetti e della sua vita privata, dell’entusiasmo con cui parla di questa nuova fase della sua vita, del marito, scomparso nel 2010, del figlio, della nipote. Certamente con Renata Talassi Ferrara ha perso venerdì 1° gennaio 2021 una figura magistrale della politica italiana, ma soprattutto ha perso una grande donna.

Dalia Bighinati

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