Tresigallo, carabinieri scoprono sodalizio criminale dedito a spaccio e rapine. Piano per sequestrare un noto commerciante

Spaccio di droga e poi rapine e furti attraverso una badante che lavorava presso famiglie ‘bene’ della città.

Sono solo alcuni degli illeciti commessi da un sodalizio criminale portato alla luce da indagini dei carabinieri del comando di Copparo.

L’operazione, denominata “Piazza 900”, perché Tresigallo è il simbolo dello stile architettonico del Novecento, è stata illustrata questa mattina nella caserma di Corso Giovecca. Puntava a creare una rete dello spaccio fra il territorio di Copparo e Tresigallo. Ma non solo.

La banda infatti si era specializzata anche in furti e rapine a danno di abitazioni di noti professionisti della città.

Il sodalizio criminale tuttavia è stato dall’ottobre dell’anno scorso indagato, pedinato, intercettato e poi portato alla luce dai carabinieri del comando di Copparo che all’alba ha eseguito un’operazione che ha portato all’arresto di cinque persone ritenute dallo stesso gip di alta pericolosità sociale. Tre di loro sono della famiglia Lomasto che da anni risiedeva a Tresigallo. Il padre Giuseppe, per un cumulo di pena, era già in carcere dallo scorso febbraio, mentre due dei suoi figli sono stati arrestati questa mattina all’alba.

Emanule Lomasto, di 20 anni, conosciuto a Tresigallo per essere anche componente della squadra di calcio del paese, ora si trova ai domiciliari perché incensurato, mentre il fratello, Francesco Lomasto, di 34 anni, già noto alle forze dell’ordine per essere un esperto di rapine, è stato arrestato a Napoli. I tre si rapportavano con una quarta persona che era il capo banda, oltre che il corriere della droga per il territorio. Si tratta di un altro napoletano, Maurzio Morra, 36 anni, di Napoli.

Oltre allo spaccio Morra, arrestato anche a lui a Napoli, dal sodalizio pretendeva anche che fossero eseguite rapine e furti. Per questo il gruppo aveva stretto rapporti con una donna ucraina, Halyna Yaichnyk, di 45 anni, che faceva la badante. Il suo modo di fare traeva spesso in inganno le famiglie per le quali lavorava. A lei infatti riponevano la massima fiducia ma la donna invece era colei che al sodalizio forniva le informazioni utili su dove commettere le rapine e i furti e su cosa rubare. Dal cellulare della donna infatti partivano anche fotografie che permettevano ai malviventi di capire esattamente cosa poteva essere sottratto dalle abitazioni prese di mira.

Il lavoro dei carabinieri inoltre ha permesso di impedire il piano di un sequestro di un noto commerciante di Tresigallo. Il sodalizio infatti aveva progettato per i giorni prima dello scorso Natale un sequestro dell’uomo al fine di avere un riscatto.
Dalle perquisizioni nell’abitazione dei Lomasto poi sono emersi due chili e mezzo di droga fra hashish e marijuana, 8mila euro, probabilmente il frutto dello spaccio e una pistola scacciacani. Arma che secondo i militari sarebbe stata usata nel corso di una rissa in un locale di Tresigallo lo scorso primo dicembre tanto che Francesco Lomasto è stato denuncaito anche per questo episodio.

Al sodalizio si aggiungono anche altre otto persone che avevano creato la rete di spaccio. Due di loro erano già finiti in carcere nei mesi scorsi.

 

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