Cispadana, Legambiente: “Regione renda pubblici aspetti economici”

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Conoscere i rapporti economici che la Regione Emilia-Romagna ha definito con i privati per la costruzione della Cispadana. Questa la richiesta di Legambiente regionale che più volte ha giudicato l’infrastruttura, che attraversa anche l’alto ferrarese, troppo impattante per il territorio.

Una strada lunga sessantasette chilometri, a due corsie, che attraverserà il territorio di 13 comuni di tre province emiliane (Ferrara, Modena e Reggio).

Questo il progetto dell’Autostrada regionale Cispadana la cui gara, che si è conclusa nel gennaio 2010 è stata vinta dal consorzio con Autobrennero capofila che, attraverso Arc, realizzerà e gestirà l’infrastruttura. Il progetto prevede un investimento di 1,158 miliardi, di cui 179 milioni di fondi regionali, l’inizio dei lavori è previsto a fine 2014, il termine entro il 2020.

Un costo quasi tutto in ‘project financing’ per il quale Legambiente Emilia-Romagna, che da sempre definisce l’infrastruttura irragionevole e troppo impattante per il territorio, chiede alla Regione ” la massima trasparenza sugli aspetti economici e sui termini di affido dei lavori” in tempi ”di scandali ed indagini di grande attualità”.

Il riferimento dell’associazione ambientalista è legato al recente arresto di Walter Bellomo geologo, componente della Commissione per la Valutazione d’Impatto Ambientale (la cosiddetta Via) nell’ambito dell’inchiesta Tav sul nodo di Firenze. L’associazione vorrebbe ripensare il progetto nonostante la Regione abbia confermato tutte le decisioni prese da anni, all’audizione d’inizio ottobre in commissione.

Discutibile anche, per l’associazione, la scelta del Project Financing perché sempre più spesso è ”utilizzato per scaricare sugli cispadanaEnti locali i rischi finanziari”, dice Legambiente, una eventualità ”ancor più verosimile visto l’affido della realizzazione ad Arc”, controllata da Autobrennero che a sua volta ha una proprietà ”composta per l’81% da enti pubblici”.

E l’incognita di esposizione per Legambiente cresce perché ”non è scontato il rinnovo ad Autobrennero della concessione della A22 in scadenza nel 2014; con conseguente rischio a garantire gli investimenti economici necessari. A ciò si aggiungano poi le attuali difficoltà finanziarie e giudiziarie di Coopsette, socia di Arc Spa con il 19%” e oggetto d’inchiesta a Firenze.

Una situazione complessa insomma che richiederebbe quindi la massima trasparenza a favore dei cittadini, conclude Legambiente che chiede alla Regione di rendere pubblici i dettagli sulla sostenibilità economica del progetto e sui termini di concessione del lavoro alle società coinvolte.

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