Cispadana sì, autostrada no

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A 8 anni dal via libera al suo progetto l’Autostrada Cispadana non smette di far discutere. “Aumenterà l’inquinamento e non aiuterà il rilancio del territorio” afferma il Coordinamento Cispadano No Autostrada che chiede alla regione un ripensamento.

Non risolverà il problema del traffico locale,  non aiuterà il rilancio economico del territorio,  cambierà totalmente la mappa del rischio idraulico nel territorio interessato, sperpererà denaro pubblico che potrebbe essere investito in modo più intelligente e inciderà pesantemente sulla già grave situazione dovuta all’inquinamento atmosferico che è causa diretta, comprovata da una recente indagine a livello europeo, dell’insorgenza di tumori al sistema respiratorio e cardiovascolare. Sono queste alcune delle ragioni che ancora, a quasi otto anni dalla scelta della Giunta e del Consiglio regionale dell’Emilia Romagna di trasformare la Cispadana interprovinciale in autostrada il Coordinamento Cispadano NO autostrada ribadisce la sua contrarietà a questa infrastruttura.

L’arteria lunga 67km dovrebbe collegare Reggio Emilia con Ferrara e sempre secondo il comitato rischia anche di compromettere irrimediabilmente l’immagine, e in alcuni casi anche la produzione, di prodotti di eccellenza del territorio come il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano, BIO e vari I.G.P. e D.O.P. Il Coordinamento Cispadano NO autostrada è convinto invece che solo il ritorno al progetto iniziale di strada interprovinciale possa risolvere il problema del traffico veicolare all’interno dell’area interessata.

Il coordinamento però va oltre, sottolineando la necessità di un cambio radicale del modo di produrre e di un investimento sui sistemi di trasporto alternativi per persone e merci per avere un reale beneficio in termini di qualità dell’aria e diminuzione dell’alto tasso di tumori che colpisce la popolazione residente. Solo un territorio più sano, precisa ancora il Coordinamento, può garantire una agricoltura di qualità e il conseguente reddito di coloro che ci lavorano. Il Coordinamento auspica infine un totale ripensamento sulla scelta fatta nel 2006, e confida sul voto alle prossime Amministrative come contributo dei cittadini alle decisioni che riguardano anche questa infrastruttura.

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