Cna Copparo: “Serve tavolo permanente imprese-istituzioni per sviluppo del territorio”

Cna vuole avere un ruolo di primo piano nei progetti di sviluppo dell’area di Copparo e dell’Unione Terre e fiumi.

“La collaborazione delle imprese e di chi le rappresenta – spiega il Presidente di Cna Copparo Thomas Pivanti – è essenziale, soprattutto in questa fase di ripresa dopo l’emergenza legata alla pandemia”.

Pivanti
Thomas Pivanti, Presidente di Cna Copparo

E’ questo il messaggio lanciato dal direttivo di Cna Copparo, che si è svolto lunedì scorso (4 aprile) alla presenza del Presidente Pivanti e del direttore provinciale Diego Benatti. Alcuni dei temi affrontati nel corso del direttivo erano già stati illustrati, durante un precedente incontro avvenuto a fine febbraio, al sindaco di Copparo Fabrizio Pagnoni

In primo piano l’esigenza di creare un Tavolo di confronto permanente tra il mondo dell’impresa e le istituzioni del territorio; è un obiettivo a cui Cna Copparo punta da tempo e su cui i sindaci dell’area avevano manifestato disponibilità. La funzione del tavolo di confronto, nelle intenzioni di Cna, sarà dare impulso alla ripresa economica dopo la crisi determinata dalla pandemia, e supportare le istituzioni nel loro sforzo di programmazione, portando la voce e le richieste delle imprese. “Cna e le sue imprese vogliono avere voce in capitolo nelle scelte economiche del territorio, soprattutto in questa fase di ripresa, caratterizzata dai fondi del PNRR – spiega Pivanti”.

Torna inoltre in evidenza il tema degli appalti. Il decreto semplificazioni dà agli enti pubblici la possibilità di utilizzare le imprese del territorio applicando il principio della rotazione. Questi strumenti vanno utilizzati, perché le imprese locali sono legate alla comunità a cui appartengono e creano ricchezza e occupazione che rimane sul territorio.

Infine, ha concluso il direttivo Cna, è necessaria un progetto di riqualificazione complessiva del territorio. Da un lato, è necessario favorirne la transizione ecologica, riqualificando il patrimonio edilizio pubblico e privato e introducendo formule innovative come le comunità energetiche, che possono aiutare cittadini e imprese a contrastare il caro-bolletta. Dall’altro, bisogna consolidarne le potenzialità turistiche, valorizzandone le risorse naturali e culturali e integrandolo nella più ampia programmazione provinciale e regionale in un’ottica di sistema e di aree vaste.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.