Cold case, il corpo di Willy Branchi sarà riesumato

Powilly branchi librotrebbe avvicinarsi ad una svolta l’inchiesta sul delitto di Vilfrido Luciano Branchi, per tutti Willy, il 18enne assassinato a Goro la notte del 29 settembre 1988.

La prova decisiva potrebbe celarsi proprio nella bara di zinco tumulata nel cimitero del paese sul Delta del Po il 4 ottobre del 1988. Per questa ragione la Procura (il fascicolo, riaperto il 10 novembre del 2014, a quasi 30 dall’archiviazione del caso, è a firma del pm Giuseppe Tittaferrante) ha disposto la riesumazione dei resti del giovane. Lo scrive il Resto del Carlino nelle sue pagine ferraresi.
Le operazioni cominceranno tra una settimana esatta, giovedì 22 ottobre. I lavori saranno affidati a un vero e proprio luminare, il professor Giovanni Pierucci (lo stesso che si era occupato di casi come quello del Mostro di Firenze e che aveva esaminato le spoglie di Benito Mussolini). L’ipotesi è che sotto le unghie di Willy, che quella notte oppose resistenza all’aggressione, siano rimaste tracce del Dna dell’assassino. Nell’inchiesta sul delitto un sacerdote, don Tiziano Bruscagin, ex parroco di Goro, è indagato per falsa testimonianza.

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