Ceta, Coldiretti: “Mobilitazione contro trattato che legalizza agropirateria” – VIDEO

 

È il Comune di Ro la prima amministrazione locale ferrarese che, condividendo le preoccupazioni di Coldiretti, ha deliberato l’adesione alla mobilitazione #NO CETA, sollecitando il Parlamento italiano ad arrestare il processo di ratifica del trattato di libero scambio con il Canada.

Altri Comuni ferraresi hanno ricevuto nei giorni scorsi le delegazioni di Coldiretti e si apprestano a discutere l’ordine del giorno che mira a far riflettere i nostri parlamentari sugli effetti dell’adozione del trattato CETA sull’agricoltura e sui consumatori, con l’apertura di una pericolosa falla sulla tutela delle produzione europee di qualità tutelata (DOP e IGP), ed in particolare sui livelli di sicurezza alimentare, ambientale e del lavoro dei prodotti agroalimentari Made in Italy.

Nella delegazione ferrarese che si ritroverà domani a Piazza Montecitorio con migliaia di altri agricoltori, anche i rappresentanti dei comuni di Bondeno, Poggio Renatico e Vigarano Mainarda, oltre al presidente ed al direttore della Federazione, Gulinelli  e Bressanutti, dirigenti e produttori.

“Siamo preoccupati – segnala Coldiretti Ferrara – perché per la prima volta nella storia dell’Unione Europa, si accorda a livello internazionale esplicitamente il via libera alle imitazioni dei prodotti italiani più tipici che saranno smascherati per l’occasione, ma che spalanca anche le porte all’invasione di grano duro, con una diretta e non leale concorrenza ai nostri cereali e a ingenti quantitativi di carne a dazio zero. Non va meglio per i prodotti ferraresi che possono vantare i marchi di denominazione e tutela europea – continua l’associazione – che solo in minima parte rientrano nei pochi riconosciuti dal trattato. Rimangono escluse alcune eccellenze che hanno anche un importante impatto economico sul territorio, come le pere e l’aglio di Voghiera, ma anche Riso del Delta del Po, Asparago, e da ultimi salama da sugo, cappellacci di zucca e pampepato”. 

L’iniziativa è della Coldiretti insieme ad un’inedita e importante alleanza con altre organizzazioni (Cgil,Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch) che si sono date appuntamento mercoledì 5 luglio alle ore 9,30 in Piazza Montecitorio a Romadove sono attesi rappresentanti delle istituzioni, della politica e della società civile.

Sarà divulgato il Dossier Coldiretti sull’impatto del trattato sull’agroalimentare italiano ed esposto per la prima volta il “pacco” con le imitazioni delle specialità nazionali più prestigiose, dai formaggi ai salumi, realizzate in Canada che sarà legittimato a produrre e vendere ai consumatori di tutto il mondo con la ratifica del trattato.

Fabio Bergamini sindaco bondeno
Fabio Bergamini, sindaco Bondeno

Bergamini domani alla manifestazione #StopCeta.

Domani, mercoledì 5 luglio, il sindaco di Bondeno, Fabio Bergamini sarà a Roma per partecipare alla manifestazione organizzata da Coldiretti.

Insieme a un’inedita e significativa alleanza con altre organizzazioni (Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra, Fair Watch, Cgil, Arci) che da tutte le regioni italiane si daranno appuntamento in piazza Montecitorio unitamente ai rappresentanti delle istituzioni, della politica e della società civile, per protestare contro il Ceta, l’accordo sul libero scambio tra Ue e Canada che ha già ricevuto un primo voto favorevole dal Parlamento di Strasburgo.

“Partecipo convintamente a questa manifestazione al fianco degli imprenditori del territorio – ha precisato Bergamini – per sensibilizzare l’opinione pubblica a fronte delle gravissime ripercussioni che il Ceta potrebbe generare sul piano locale sia dal punto di vista occupazionale che della salute pubblica. Quello che si contesta non è la possibilità generale di stringere accordi commerciali a livello internazionale, ma il merito e il metodo di un provvedimento che rischia di essere adottato definitivamente, con la conseguente perdita di oltre 40mila posti di lavoro, la chiusura di centinaia di aziende medie e medio-piccole, allo scopo di avvantaggiare le multinazionali del settore alimentare, esponendo i nostri prodotti a una concorrenza sleale ma legalizzata”.

Il Ceta comporterebbe infatti la compresenza di prodotti italiani igt (marchio non riconosciuto in diversi paesi tra cui il Canada ndr) e altri volutamente copiati, di qualità nettamente inferiore, ingannando di fatto il consumatore e danneggiando i marchi oltre alla tradizione stessa di questi prodotti. “Chi oggi produce la brutta copia delle eccellenze italiane, attraverso questa bozza di accordo potrà farlo sentendosi tutelato legalmente in un paese, il Canada, che ha assurdamente consentito la registrazione del marchio “Parma” per i loro prosciutti e dove contemporaneamente il vero prosciutto di Parma DOP deve essere commercializzato con la sola dicitura “prosciutto originale” .

Ma questo è solo uno dei tanti esempi. Il Ceta rischia di essere lo strumento più agile per l’importazione in Europa di carne modificata, di svariati prodotti ogm oltre che di enormi quantità di grano duro canadese nella maggior parte dei casi trattato in fase di pre-raccolta con il glifosato, erbicida vietato nel nostro Paese perché considerato cancerogeno. Questi i motivi – ha concluso il sindaco di Bondeno – per cui è importantissimo farsi sentire dai parlamentari che dovranno votare il provvedimento per dissentire totalmente sulla sua ratifica. Diversamente si prospetterebbe una situazione drammatica per le economie dei singoli stati membri, in primis per quella italiana”.
 

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