Coldiretti: da ‘zottarella’ a ‘mortadela’, ecco la classifica dei tarocchi dell’agroalimentare italiano a ‘Tuttofood’

Dalla mozzarella al pesto, la top ten dell’agroalimentare Made in Italy taroccato ha superato i 100 miliardi di euro, il doppio delle esportazioni di cibo italiano nel mondo. È quanto emerge dalla prima classifica dei prodotti più imitati esposta dalla Coldiretti a ‘Tuttofood’ alla Fiera di Milano a Rho – Padiglione 18 – L01-L25. Per colpa del cosiddetto “italian sounding” nel mondo – stima la Coldiretti – più due prodotti agroalimentari tricolori su tre sono falsi senza alcun legame produttivo ed occupazionale, togliendo opportunità economiche e lavorative al nostro Paese. Con la lotta al falso Made in Italy a tavola – afferma la Coldiretti – si possono creare ben 300mila posti di lavoro in Italia.

La specialità tricolore più taroccata nel mondo è la mozzarella, molto imitata negli Stati Uniti, Brasile, Argentina, Thailandia, Sri Lanka, Danimarca, ai paesi dell’est come Slovenia, Ungheria e Romania, mentre in Germania cambia addirittura nome in ‘Zottarella’. Al secondo posto tra i prodotti più imitati ci sono Parmigiano Reggiano e Grana Padano, con l’infinita serie di varianti ‘Parmesan’, dal ‘Parmesao’ al ‘Reggianito’.

In terza e quarta posizione – continua Coldiretti – ancora due formaggi come il Provolone e il pecorino Romano. A metà della top ten c’è, invece, il salame che a seconda dei Paesi taroccatori acquista denominazioni di origine inventate di sana pianta. Al sesto posto la Mortadella, con i tedeschi tra i principali taroccatori anche se il tipico salume emiliano trova falsari anche in Brasile, Argentina, Ungheria, Spagna e addirittura Qatar, con versioni fatte con carne di manzo e di pollo, per rispettare il divieto di consumare maiale da parte dei musulmani. Ma nella “classifica degli orrori a tavola” non mancano i vini, a partire da quello più esportato all’estero, il Prosecco che conquista l’ottavo posto “grazie” a numerose imitazioni. Improbabili ma diffusissime anche le imitazioni del Pesto alla genovese.

“Il contributo della produzione agroalimentare Made in Italy a denominazione di origine alle esportazioni e alla crescita del Paese potrebbe essere nettamente superiore se dagli accordi venisse un chiaro stop alla contraffazione alimentare internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per alimenti taroccati che non hanno nulla a che fare con il sistema produttivo nazionale” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “a far esplodere il falso è stata paradossalmente la “fame” di Italia all’estero con la proliferazione di imitazioni low cost”.

La Top Ten dei cibi Made in Italy piu’ taroccati secondo Coldiretti

1 – Mozzarella (anche con storpiature come Zottarella).

2- Parmigiano Reggiano e Grana Padano (imitazioni da Parmesan a Grana Pompeana, da Parmesao a Reggianito e molto altro in tutti i continenti).

3 – Provolone (copie prodotte in tutte le Americhe, da Nord a Sud).

4 – Pecorino Romano (imitazioni vendute come Romano ottenuto con latte di mucca e non di pecora).

5 – Salame (prodotto anche con indicazioni geografiche false come Calabrese, Toscano, Milano, Genova, Veneto, Firenze, Napoli).

6 – Mortadella (imitazioni anche con storpiature come mortadela, indicazioni geografiche false come siciliana o con carne diversa da quella di suino).

7 – Sughi (realizzati con contenuti e ricette anche stravaganti che richiamano impropriamente all’Italia e indicazioni geografiche false come bolognese.

8 – Prosecco (con storpiature del nome come Prosek, il Meer-secco, il Kressecco, il Semisecco, il Consecco e il Perisecco.

9 – Chianti (con imitazioni in bottiglia ma con in wine kit per preparazione casalinga con polveri e alambicchi).

10 – Pesto (imitazioni del Pesto alla genovese, che si possono trovare in Europa quanto negli Stati Uniti con lo Spicy Thai Pesto, e persino in Sudafrica dove c’è il Basil Pesto).

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