Coldiretti Ferrara: maltempo, e’ allarme per le semine

CAMPI ALLAGATIRitardi nella preparazione dei terreni, nelle potature e nella semina delle bietole: crescono anche a Ferrara i timori per un inverno anomalo.

Il ritorno della pioggia (e della neve anche in pianura nelle province vicine), che ha allagato i campi, impedisce le tradizionali semine primaverili mentre il ritorno del freddo mette in pericolo le primizie.

E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti in riferimento al colpo di coda di un inverno piu’ freddo della media di quasi mezzo grado (-0,46°C) e con il 6 per cento di pioggia in piu’, rispetto alla media di riferimento 1971-2000 secondo Isac Cnr a livello nazionale.

Ad essere maggiormente colpite sono le semine di mais e girasole, ma con il freddo sono a rischio anche gli alberi da frutto, in fase di germinazione e le “primizie” primaverili di questa stagione. “Le violente manifestazioni temporalesche accadute nei giorni scorsi anche nella nostra provincia – considera il presidente di Coldiretti Ferrara – sono uno degli effetti dei cambiamenti climatici che in Italia si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense, un maggiore rischio per gelate tardive.

Stiamo registrando difficoltà e problemi di accesso ai nostri terreni a causa del permanere di acqua nei fondi che non riescono a liberarsi dell’acqua in eccesso, che imbibisce la gran parte dei terreni della provincia, soprattutto quelli argillosi, rendendo di fatto impossibile ultimare le potature, preparare i letti di semina per le colture primaverili ed in particolare la semina delle bietole. Allarme anche per pomodori e altre orticole di pieno campo che hanno necessità di terreni ben preparati per rendere al meglio”.

E così dopo le grandi difficoltà causate dalla siccità del 2012 si preannunciano altrettanti problemi a causa dell’eccessiva piovosità in questo inizio 2013.

“Siamo preoccupati in questi giorni anche per la situazione della bonifica, diversi campi sono in parte allagati e c’è necessità che tutti gli impianti siano al massimo dell’efficienza per evitare danni ulteriori, come ad esempio il ristagno per troppi giorni in colture già in atto, come grano, altri cereali autunnali ed anche i frutteti, che rischiano di soffocare per la troppa umidità in cui si trovano le radici.

Inoltre sappiamo bene che essendo la gran parte degli impianti di bonifica a sollevamento, ovvero con l’utilizzo di pompe, i costi rischiano di lievitare anche per le tasse del consorzio di bonifica, aggiungendo problema a problema”.

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