Coldiretti: indagine sulla percezione della crisi e sul Made in Italy

06 agricoltura tel fiorentiniLa crisi economica spinge al taglio della spesa per gli italiani, che cambiano abitudini di acquisto e temono la perdita del lavoro e la riduzione del reddito. Più fiducia nell’Europa che nei politici italiani, le banche ed i partiti in coda alla classifica di gradimento.

I prodotti DOC e Biologici tengono, aumenta quota di marchi e imprese in mani straniere. Sette italiani su dieci si sentono minacciati dal pericolo di perdere il lavoro e il 53 per cento di non riuscire ad avere un reddito sufficiente per mantenere la propria famiglia. E’ quanto emerge dalla presentazione dei risultati della prima indagine su “La percezione della crisi e il Made in Italy” realizzata da Coldiretti-Ixe’ a ottobre 2013, e illustrata in questi giorni nel corso del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione a Cernobbio.

Per più di una famiglia italiana su quattro (22 per cento) – sottolinea la Coldiretti – sarà un autunno difficile di sacrifici economici. “Emerge una forte preoccupazione e un senso di rassegnazione nei confronti sia della situazione generale del Paese che di quella personale in cui c’è bisogno di avere fiducia nel futuro”, ha affermato il Presidente della Coldiretti Sergio Marini. I pericoli che si intravedono, sottolinea Coldiretti, sono molto pragmatici come il lavoro e il reddito e poco ideologici come l’immigrazione, citata solo dal 7 per cento degli italiani.

Sul fronte dell’economia e della politica, secondo l’indagine Coldiretti-Ixè, per gli italiani sarebbe meglio l’intervento diretto delle istituzioni comunitarie e mondiali piuttosto che quello della politica italiana: il 68% infatti gradirebbe come premier la tedesca Angela Merkel. Basso il livello di fiducia nei protagonisti nazionali di politica, economia e sociale, dove si posizionano in fondo i partiti (4%) e dalle banche (9%). Svetta in questa speciale classifica il Papa che è la vera superstar del momento con il 74 per cento e le forze dell’ordine che raggiungono il 70 per cento.

La crisi ha costretto a tagli drastici della spesa degli italiani, con il 68% che ha ridotto o rimandato l’acquisto di capi d’abbigliamento riciclando dall’armadio per l’autunno gli abiti smessi nel cambio stagione, e oltre la metà (53 per cento) ha detto addio a viaggi e vacanze e ai beni tecnologici (52 per cento).

Nella classifica del cambiamento delle abitudini per colpa delle crisi si colloca anche – sspiega Coldiretti – la frequentazione di bar, agricoltura-alberidiscoteche, ristoranti nel tempo libero, dei quali ha fatto a meno il 49 per cento. Il 42 per cento degli italiani ha rinunciato alla ristrutturazione della casa, il 40 per cento all’auto o la moto nuova e il 37 per cento agli arredamenti. Pesa l’addio alle attività culturali del 35 per cento degli italiani in un Paese che deve trovare via alternative per uscire dalla crisi, ma anche quello alle attività sportive (29 per cento) destinato ad avere un impatto sulla salute.

La maggioranza degli italiani (54 per cento), considera la produzione di cibo e la moda i veri motori dell’economia del paese: cibo e moda che sono considerati trainanti per l’immagine dell’Italia all’estero per buona parte degli italiani. “Una conferma della validità e della modernità del modello di sviluppo agricolo Made in Italy che è fondato sul valorizzazione dell’identità, della qualità, delle specificità e che può rappresentare un riferimento anche per gli altri settori per affrontare e vincere la competizione internazionale”, ha concluso Coldiretti.

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