Coldiretti, la protesta per difendere il riso italiano – Intervista

Delegazione di produttori ferraresi, domani mattina a Roma, a sostegno dell’iniziativa di fronte al Ministero delle Politiche Agricole per il settore risicolo. La nostra provincia è la prima in regione per superfici investite

 

 

È in programma per domani, giovedì 13 aprile di fronte al Ministero delle Politiche Agricole a Roma una manifestazione a sostegno del settore risicolo nazionale ed anche i produttori dell’Emilia-Romagna e di Ferrara in particolare, manifesteranno insieme a quelli di tutte le altre regioni interessate.

Nell’incontro di ieri sera a Mezzogoro, con la presenza del segretario di zona Andrea Tosi, del direttore della Federazione Claudio Bressanutti e del presidente di zona, nonché presidente regionale di Coldiretti, il codigorese Mauro Tonello, sono state illustrate le questionilegate alla crisi del settore risicolo.

Un settore di eccellenza del made in Italy, è stato ribadito, che interessa a livello nazionale oltre diecimila addetti, tra agricoltori ed indotto, con una superficie coltivata di poco meno di 235.000 ettari.

Un settore però che sta scontando una pesante crisi, con bassi prezzi pagati agli agricoltori, crescenti volumi di importazioni da paesi asiatici low cost ma con seri rischi per la salute dei consumatori, come già rilevato dai dati delle analisi delle autorità sanitarie europee su campioni risultati contaminati da fitofarmaci vietati in Europa.

Gli accordi commerciali, che prevedono tra l’altro l’applicazione di dazi zero dai Paesi Meno Avanzati (PMA), quali Cambogia e Myanmar, si stanno quindi trasformando in una breccia attraverso cui la percentuale di riso importata si è incrementata negli ultimi anni dal 35 al 68 percento per il riso lavorato e dal 59 al 70 percento per il riso semigreggio.

Dai PMA l’incremento dell’import in Europa è stato esponenziale (favorendo probabilmente anche triangolazioni da altri Paesi per approfittare dei dazi zero), con un + 5.650% per il risone e + 4.440% per il riso lavorato nel 2015/2016 rispetto al 2008/2009.

Dati impressionati, che hanno portato ormai a far si che il consumo di riso nella UE sia coperto per il 50% da quello di importazione, con squilibri anche nelle varietà coltivate, tra quelle tradizionali come Arborio e Carnaroli, e quelle di tipo Japonica, il tutto di fronte ad un prezzo medio del risone (ovvero il riso appena raccolto e non lavorato) che a partire dal dicembre 2015 ha subito una flessione di oltre il 33%, ovvero al di sotto dei nostri costi di produzione.

A conclusione dell’incontro si è convenuto sulla necessità di sostenere l’iniziativa nazionale e di comporre una delegazione ferrarese per prendere parte al sit in di fronte al Ministero, nel corso del quale sottoporre al Ministro Martina le rivendicazioni dei produttori anche a beneficio dei consumatori che hanno il diritto di fare scelte consapevoli e di poter scegliere un riso veramente made in Italy, sicuro e salubre.

(a cura Ufficio Stampa Coldiretti)

 

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