Coldiretti presenta studio a Forum Internazionale Agricoltura a Expo

IMG_2981_18_05_2015 15_48_20_Media Centre Release_Media Centre teamUna persona su tre nel mondo lavora in agricoltura o nella pesca. Qualcosa come 2,5 miliardi, molte delle quali vivono però in condizioni di povertà perché manca un adeguato riconoscimento sociale ed economico del lavoro nei campi.

E’ questo lo scenario portato da Coldiretti al Forum Internazionale dell’Agricoltura, apertosi a Expo. Lo studio evidenzia come lo sfruttamento e la speculazione sul cibo alimenti questo paradosso: degli oltre 800 milioni di persone che soffrono la fame, secondo la Fao, molti operano in agricoltura.

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Padiglione Coldiretti “No farmers no party”

Coldiretti sottolinea che sono 570 milioni le aziende agricole nel mondo. L’88% sono di tipo familiare. Di queste il 35% si trova in Cina, il 24% in india, il 7% in Asia Centrale ed in Europa. In Italia dal 2007 a oggi hanno cessato la loro attività 155mila imprese. “La globalizzazione dei mercati ha delegittimato il cibo fino a farlo considerare una merce qualsiasi – ha affermato il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo -. Gli effetti negativi vanno dalle speculazioni sulle materie prime agricole al furto di milioni di ettari di terre fertili a danno dei Paesi più poveri, il cosiddetto land grabbing”.

Expo è una enorme occasione per ripensare il sistema di produzione e distribuzione del cibo e perseguire un modello di sviluppo sostenibile che garantisca un sistema di tutela sociale ed economica. “E’ necessario lavorare sulla sovranità alimentare con politiche ed investimenti dei Governi volti a favorire la crescita delle agricolture dei diversi Paesi e regole commerciali rispettose e consapevoli del valore del cibo ma anche promuovere azioni di riequilibrio all’interno della catena alimentare che contribuiscano alla valorizzazione e alla remunerazione delle produzioni agricole.

Oggi secondo lo studio della Coldiretti per ogni euro speso dai consumatori italiani per l’acquisto di prodotti alimentari appena 15 centesimi arrivano agli agricoltori. E in alcuni casi i compensi non sono sufficienti a coprire i costi di produzione o a dare da mangiare agli animali allevati, come nel caso del latte.

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