Comacchio, Consulta S.Camillo ferma trasferimento ambulatori nell’ospedale. Ma i pediatri vogliono entrare

Ospedale San Camillo

“Non è il Comune che impedisce di entrare al S.Camillo”. E’ stata questa la risposta del sindaco di Comacchio, il grillino Marco Fabbri e del consigliere di opposizione Davide Michetti dell’Onda ai tre pediatri di Comacchio che chiedevano di entrare con il loro ambulatori nell’ospedale. “Noi stiamo facendo una protesta pacifica e politica, senza intralciare i medici che devono continuare a lavorare serenità”.

Un ennesimo colpo di scena dopo una situazione che si era surriscaldata nelle ultime ore dopo che la Consulta per la Salvaguardia del S.Camillo, aveva deciso di occupare il settore, al secondo piano dell’ospedale, destinato alla RSA ma che sarà occupato invece dagli ambulatori della medicina di gruppo.

Una settimana fa in quegli spazi sono entrati i sei medici di medicina generale e in queste ore dovevano arrivare i tre pediatri che in totale assistono circa tremila bambini del territorio comunale. Stamattina la Consulta è riuscita a fermare temporaneamente il trasferimento degli ambulatori dei pediatri, bloccando, in maniera pacifica -spiegano le forze dell’ordine- lo spostamento degli arredi che sarebbero serviti l’attività ambulatoriale nella struttura ospedaliera.

Un ‘trasloco’ che trasformerebbe di fatto l”ospedale S.Camillo in Casa della Salute. Trasformazione decisa lo scorso giugno in Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria ma contrastata dalla Consulta del S.Camillo e dai cittadini di Comacchio.

In prima mattinata nel piazzala davanti al S.Camillo c’era stato un incontro pubblico al quale avevano partecipato più di duecento persone. A prendere la parola, insieme al Sindaco e al portavoce della Consulta, Manrico Mezzogori, anche i capigruppo del consiglio comunale di Pdl-Il Faro, M5Stelle, L’Onda e Partito della Rifondazione Comunista. Assente invece il Pd. Il primo cittadino di Comacchio, Marco Fabbri ha ribadito che in questa battaglia sarà a fianco dei cittadini: si stanno organizzando i pullman per partecipare al prossimo consiglio regionale. Per i comacchiesi il Presidente della Regione, Vasco Errani, non sta rispettando gli accordi sottoscritti nel 2001 e nel 2006. Accordi che non prevedevano la trasformazione dell’ospedale in Casa della Salute. Invitato dal consiglio comunale a ridiscutere e rinegoziare i termini di quegli accordi, Errani ancora non ha risposto. Per questo i comacchiesi, sindaco in testa, si recheranno in Regione per chiedere di essere ricevuti.

Intanto il capogruppo del Pdl-Il faro, Antonio di Munno, sta inviando una lettera ai ministri Lorenzin e Lupi per chiedere un intervento presso la Regione. La Consulta continuerà il presidio permanente all’interno dell’ospedale. “Attendiamo che gli animi si calmino ma il trasloco dovrà continuare” ha spiegato il direttore del distretto sud-est dell’Azienda Usl, Sandro Guerra.

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