Comacchio, CTSS: per riorganizzazione dell’ex S.Camillo servono decisioni veloci

Ospedale San CamilloIeri a Comacchio si è tenuto il tavolo sulla riorganizzazione sanitaria dell’ex ospedale. Nulla di concreto sul progetto di una chirurgia ambulatoriale attivata al secondo piano del S.Camillo da parte di privati ravennati. “Con l’ex ospedale bloccato anche i servizi predestinati, non ancora ospitati nel S.Camillo, rischiano di essere tolti a Comacchio e localizzati in altre aree” dice la Conferenza Sociosanitaria territoriale.

Riorganizzare abbastanza velocemente dal punto di vista sanitario l’ex ospedale S.Camillo, trasformato nel frattempo in Casa della Salute, è uno dei punti primari della Conferenza territoriale sociosanitaria provinciale.

Questa la linea politica emersa al tavolo che si è tenuto in Municipio a Comacchio attorno al quale si sono seduti vertici istituzionali e della politica sanitaria.

“L’Amministrazione deve cercare di ottenere il miglior risultato possibile, ha spiegato il Presidente della Conferenza Sociosanitaria, Tiziano Tagliani. C’è la concreta possibilità di partire subito completando in pochi mesi l’80% del San Camillo, che ad oggi è vuoto da attività. Il restante 20%, legato all’ipotesi di lasciare il secondo piano a progetti di iniziativa privata, non può rischiare di bloccare tutte le altre attività.

La questione verte sulla vicenda legata ad un progetto presentato dalla consulta popolare per la salvaguardia del S.Camillo che chiede di tenere libera dalle attività pubbliche un’ala dell’ex ospedale per l’eventuale ingresso, da parte di un privato (si tratterebbe di imprenditori ravennati) di una chirurgia ambulatoriale.

Ma la Regione sta già tagliando gli accreditamenti e dare soldi pubblici a nuove cliniche convenzionate sarebbe alquanto complicato, a meno che il progetto non lo presenti un privato puro, che non chiede fondi pubblici.

“Ad oggi non è pervenuta all’Amministrazione alcuna proposta, spiega il sindaco Marco Fabbri- mentre nell’idea progettuale avanzata dall’Asl ci sono servizi quali la pediatria, la riabilitazione e il potenziamento di chirurgia ambulatoriale che a Comacchio servirebbero tantissimo e che senza una decisione a breve termine andrebbero a localizzarsi in altre aree”.

Il rischio insomma è che con l’ex ospedale bloccato anche i servizi predestinati, non ancora ospitati nel S.Camillo, vengano tolti a Comacchio e spostati in altre aree su richiesta di altri ospedali.

“Si tratta di scegliere e di portare avanti subito un progetto che potrebbe essere molto più facile da difendere a fronte degli ulteriori tagli che ci attendono probabilmente nel 2016” ha ribadito Tagliani.

Una decisione insomma che dovrà essere presa entro l’anno, e probabilmente sarà presa dal consiglio comunale di Comacchio.

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