Comacchio: inchiesta su “affari e politica”

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“Nessun tentativo di corrompere ma soltanto una sponsorizzazione che l’azienda avrebbe poi scaricato fra i costi”. E ancora: “L’ingegner Sergio Marinelli invece era stato incaricato dalla Tresòr di realizzare i progetti per centro commerciale che poi avrebbe dovuto presentare all’amministrazione comunale”

Così il rappresentante delll’azienda che ha realizzato il ‘Centro Brico’ a Comacchio, la Tresòr appunto, Luciano Vazzoler ha spiegato al giudice Piera Tassoni la sua versione dei fatti respingendo tutte le accuse formulate su di lui dalla pubblica accusa, rappresentata dal pm Nicola Proto, e basate sulle dichiarazioni dell’ingegnere Sergio Marinelli.

Oggi, in una nuova udienza del processo che riguarda presunte irregolarità urbanistico-edilizie relative ad alcune opere realizzate o in procinto di essere realizzate a Comacchio, hanno parlato gli imputati.

Undici persone fra rappresentanti di imprese costruttrici, amministratori pubblici, l’ex sindaco del Pd Cristina Cicognani e alcuni membri della sua giunta, il vice Valter Cavalieri Foschini e gli assessori, Eugenio Gramolelli, Berto Cavallari e Fabrizio Felletti, dirigenti comunali, Manlio Carli e Antonio Pini, ed ex consiglieri comunali come Iginio Ferroni, hanno respinto ogni addebito registrato nei loro confronti.

Le accuse sono a vario titolo di corruzione, tentata e abuso d’ufficio per opere già realizzate, come il ‘Centro Brico’ in località Collinara, un parcheggio Porto Garibaldi, le Casette sempre di Porto Garibaldi e la ristrutturazione del vecchio ospedale San Camillo.

Si aggiunge poi un porto che doveva nascere a Lido Estensi grazie ad un altro costruttore, Franco Fiero Gandolfo di Bologna. Un attracco per imbarcazioni che passò, nelle autorizzazioni comunali, da 80mila metri quadri che poi divennero 110 in quanto, secondo l’ipotesi dell’accusa, gli amministratori pubblici di allora, siamo nel 2008, chiesero in cambio un’area verde a Lido di Spina da utilizzare per scopi di natura pubblico-sociale.

In mezzo a tutte queste vicende spuntano, sempre secondo l’accusa anche diverse mazzette che sarebbero servite per ottenere licenze e autorizzazioni amministrative per realizzare le opere. Mazzette che in qualche caso sarebbero andate anche a sponsorizzare la squadra di calcio locale.

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