Comacchio, rinviata Commissione Sanità. Sindaco: “Clima pesante. Nessun riconoscimento del primo cittadino e del Consiglio”

02 san camillo-1Salta la data per la convocazione della commissione speciale sanità prevista a Comacchio per martedì 29 marzo.

A comunicarlo è il sindaco Marco Fabbri che, con una lunga nota, spiega le ragioni della decisione, riconducibili all’occupazione del S.Camillo, da parte della consulta popolare, per impedire l’arrivo della Pediatria di Comunità nell’ex ospedale. Nella nota il primo cittadino di Comacchio le ragioni di questa decisione, sottolineando il “clima pesante in cui non vi è riconoscimento e rispetto dei ruoli del Sindaco e del Consiglio Comunale”.

Per queste ragioni la data è stata procrastinata e le attività resteranno sospese sino a quando, conclude Marco Fabbri, le decisioni prese dal Consiglio Comunale troveranno piena applicazione nella completa applicazione della parte pubblica della Casa della Salute di Comacchio.

Ecco la lettera integrale del sindaco:

Il sindaco Marco Fabbri
Il sindaco Marco Fabbri

Con riferimento alla mia precedente nota prot.n.14083 del 16/03 u.s. e ai fatti occorsi in data 22 marzo u.s. sono a comunicare quanto segue.

Il gravissimo episodio di qualche giorno fa rischia di far perdere, per sempre, pezzi di una progettualità condivisa da tutti, perlomeno nel merito anche se non nella scansione temporale, in sede di Commissione Sanità. A tal proposito il Consiglio Comunale nel dicembre 2015 si è espresso difformemente non sul merito del progetto discusso in sede di commissione sanità, bensì sull’opportunità di avviare il percorso con due differenti velocità: quella della parte pubblica, comprendente circa l’80% del progetto (pediatria di gruppo, igiene pubblica, riabilitazione…) da avviare immediatamente, mentre per il restante 20%, in assenza di proposte mature, si è mostrato disponibile a valutare progettualità private, fatta salva poi la necessità che la Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria deliberi positivamente in tal senso. Su quest’ultima parte fin dal 2012 sono state bocciate dalla Regione e dall’Azienda USL ipotesi di “convenzioni” in favore di privati.

Rispetto al ruolo del Consiglio Comunale, del Sindaco e della Commissione Sanità occorre poi fare alcune precisazioni doverose di carattere generale. In democrazia il voto è una componente fondamentale, la maggioranza, che riceve il maggior numero di voti dai cittadini e quindi vince le elezioni, ha il dovere di governare e la minoranza che le elezioni le perde critica, controlla e si oppone, nei modi e nelle forme lecite, in attesa di provare a diventare maggioranza. Il ruolo delle consulte e dei comitati, invece, è fondamentale per fornire dei contributi in termini partecipativi, ma non può e non deve sostituirsi alle Istituzioni democraticamente elette.

La Commissione Speciale Sanità di monitoraggio è nata per supportare le Istituzioni locali (e non sostituire) nel monitoraggio degli accordi del 2001 e del 2006 che hanno visto di fatto la riconversione del San Camillo da Ospedale a struttura sanitaria, per fare spazio a scelte politiche, a mio avviso disastrose, come quella di Valle Oppio e di Cona. Ora, seppur la Regione abbia fatto carta straccia di quegli accordi, così come riconosciuto anche dalla Consulta Popolare, e dunque la finalità con cui è stata concepita sia cessata, abbiamo deciso di mantenere quella commissione consultiva composta da una decina di Associazioni del territorio. E tutto ciò, nonostante negli ultimi tre anni le sedute siano state monopolizzate da lunghi monologhi del Presidente della Consulta Popolare, spesso e volentieri accompagnate dai supporters del partito di “chi grida più forte, ha ragione”. Abbiamo continuato ad ascoltare le proposte, nonostante quel luogo di confronto sia poi divenuto una sorta di “sfogatoio” in cui polemizzare, accusare e insultare l’Amministrazione, oltre a rivangare in ogni seduta le scelte politiche del passato che hanno portato alla costruzione del Delta e di Cona.

Ora, anche rispetto alle famose progettualità private, la Consulta Popolare ha deciso, per mesi, di non riconoscere il ruolo della Commissione Sanità, del Sindaco e dell’intero Consiglio Comunale, avviando un dialogo diretto con l’Azienda Usl e pensando di trovare soluzioni rivelatesi in seguito non percorribili. Detto questo, qualche settimana fa, dopo mesi di “segreti e reticenze” da parte della stessa Consulta Popolare San Camillo, finalmente sono stati resi pubblici i riferimenti dei “misteriosi” privati potenzialmente interessati alla struttura sanitaria di Comacchio. A seguito della “rivelazione”, nei giorni scorsi, ho avuto il piacere di incontrare gli stessi in una delle loro sedi operative. Tra questi, un professionista che avevo già avuto modo di conoscere e incontrare più volte, già a partire dal 2012, anche alla presenza della precedente dirigenza Ausl. Mi sono state illustrate le diverse e meritevoli attività che questi soggetti svolgono sul territorio regionale ed extraregionale, ed è stato poi affrontato il tema del loro ipotetico coinvolgimento nel San Camillo, momento nel quale, chiedendo se avessero già elaborato progettualità o studi di fattibilità, mi è stato risposto che no, nulla è stato fatto in tal senso, quindi ad oggi, i privati interessati al 20% del San Camillo non hanno una bozza di progetto, nulla. Tutto ciò perché, tralasciando le eventuali doverose procedure ad evidenza pubblica da parte della AUSL, un loro coinvolgimento in attività specialistiche è subordinato per la necessaria sostenibilità economica dell’operazione all’ottenimento di un convenzionamento con l’Azienda USL. Com’è noto, una struttura privata è riconosciuta “convenzionata” ed accreditata dal SSN, e dunque il cittadino può usufruire di prestazioni (ambulatoriali, diagnostiche, chirurgiche, ecc) pagando soltanto il relativo ticket, quindi lo stesso costo che sosterrebbe presso una struttura pubblica, soltanto se il servizio sanitario regionale attiva delle “convenzioni” con cui compra e retribuisce delle prestazioni dal privato, prestazioni che dovrebbe erogare come servizio pubblico.

Nulla di nuovo o sorprendente come qualcuno vuol far credere. Attualmente, anche in virtù delle posizioni espresse dal 2012 ad oggi, dalla Regione Emilia Romagna, dall’Azienda USL e dalle determinazioni della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria del 23 giugno 2013 e successive, tale previsione non è attuabile, nonostante il voto contrario sul piano del Sindaco di Comacchio, che in quel consesso ha a disposizione, ovviamente, un solo voto. Infatti, per dare attuazione, anche solo alla verifica della fattibilità, è necessario un indirizzo ben preciso della Commissione Territoriale Sociale Sanitaria composta dai 24 Sindaci della Provincia, nonché un avvallo favorevole da parte dell’Ausl e della Regione.

Per fare ciò è necessario che l’organo di indirizzo e controllo del Comune di Comacchio, ovvero il Consiglio Comunale, legittimamente eletto (e non la Commissione Sanità), mi fornisca un indirizzo in tal senso, pur nella consapevolezza che la Regione Emilia Romagna, per stessa ammissione anche dello stesso Presidente della Provincia e della Commissione Territoriale Sociale e Sanitaria Avv. Tagliani, non è disposta a concedere convenzionamenti in strutture pubbliche come quella del San Camillo.

Per le ragione addotte, in un clima per altro pesante in cui non vi è riconoscimento e rispetto dei ruoli del Sindaco e del Consiglio Comunale sono dunque a comunicare che la convocazione della Commissione Sanitaria Comunale verrà procrastinata e dunque le attività rimarranno sospese fino a che le decisioni prese dal Consiglio Comunale troveranno piena applicazione nella completa realizzazione della parte pubblica della Casa della Salute di Comacchio, fatta salva eventuale diversa successiva determinazione dell’organo consiliare.

Successivamente la Commissione sanitaria sarà convocata per monitorare l’effettivo e corretto svolgimento delle attività pubbliche, approvate nel merito e all’unanimità in quel consesso, e per continuare a supportare l’Amministrazione nel percorso relativo all’implementazione del rimanente 20% della struttura con servizi utili alla comunità, siano essi pubblici o privati poco importa. Tutto ciò premesso e considerato, si comunica quindi che la seduta della Commissione speciale sanità del 29 marzo 2016 è rinviata a data da destinarsi.

Marco Fabbri, sindaco di Comacchio

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