Comacchio verso il referendum

E’ ufficiale: il consiglio comunale di Comacchio è favorevole al referendum popolare per scegliere sotto che provincia stare. Quasi tutti i consiglieri, nella seduta del consiglio di mercoledì sera, hanno detto sì al referendum; l’unico astenuto è stato Fabio Cavallari di Rifondazione comunista.

Comacchio adesso si avvicina così, almeno nelle parole, a Ravenna e probabilmente alla macro provincia della Romagna. Ma la riforma del governo di riordino delle Province ammette i passaggi da una provincia all’altra per quei Comuni che hanno fatto richiesta di referendum entro il 20 luglio.

A Comacchio però non è stato possibile perché servivano almeno sei mesi dall’insediamento della giunta, e il neo sindaco Marco Fabbri è stato eletto a fine maggio. Quindi si parla di tempi lunghi per il referendum, uno o due anni, e dopo aver raccolto mille firme, inoltrate poi al Viminale, i comacchiesi potranno scegliere se rimanere sotto la provincia di Ferrara  o passare sotto Ravenna.

L’ipotesi del passaggio da Ferrara a Ravenna si discute nella città lagnare da anni ormai, ed è stata ribadita qualche giorno fa dal primo cittadino che l’ha poi portata in consiglio comunale. Secondo Fabbri, Comacchio è da sempre isolata, in termini di trasporti e ferrovie, di scuole e sanità.

L’ideale per il Comune sarebbe accorpare il referendum alle elezioni politiche del 2013, un’ipotesi che però risulta pressoché impossibile a causa dei tempi burocratici.

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