Come cambia la mappa dello spaccio a Ferrara

03 gad negozi vicinatoIl Gad e il sotto-mura di via Baluardi rimangono sotto osservazione da parte delle forze dell’ordine ma lo spaccio si sta adattando alle nuove esigenze dei clienti.

Lo spaccio di droga che si adatta alle richieste del mercato, clienti di varie età, dallo studente fino alle persone di cinquant’anni. Ciò che sorprende è come la mappa del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti a Ferrara rischi di essere liquida, difficile da circoscrivere.

Come ci hanno raccontato alcuni residenti dell’area Gad, sarebbero aumentati negli ultimi mesi gli incontri tra spacciatori e studenti negli orari che precedono l’entrata da scuola e l’uscita dagli istituti. Nelle vicinanze di via Cassoli, piazza Castellina o nei pressi della stazione dei treni, tra le 7 e le 8 di mattina e tra le 13 e le 15 del pomeriggio, non è difficile vedere una concentrazione delle “formiche”, così vengono chiamati gli spaccini perlopiù stranieri che intercettano il cliente, in questo caso giovanissimo.

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Il Questore, Antonio Sbordone

Il Questore di Ferrara, Antonio Sbordone, a inizio anno notò come un aumento dei numeri legati del fenomeno dello spaccio di droga, quindi, insieme le forze dell’ordine, mise in campo un impegno più assiduo. Più controlli, anche contro gli affitti selvaggi, come nel maggio scorso: situazioni in cui trovano ospitalità anche diversi spacciatori. Sono più una dozzina invece i locali e le attività commerciali a cui il Questore ha sospeso la licenza per settimane ma anche per mesi, a Ferrara e in provincia, tra il 2015 e 2016.

Si tratta di locali quasi tutti dell’area Gad, ma anche di provincia, a cui il Questore ha imposto la chiusura delle attività: ritrovo di persone con precedenti con la giustizia, per la maggior parte legati al mondo dello spaccio di droga. Queste le motivazioni.

gad rissaIl fenomeno dello spaccio di droga, infatti, rischia di sfociare in episodi violenti, con casi eclatanti: ultime le risse in viale IV novembre e vicino al grattacielo ma Ferrara non dimentica l’omicidio della primavera del 2012, quando un probabile regolamento di conti per il controllo dello spaccio di droga portò all’uccisione di un 25enne tunisino nel sottomura di via Baluardi.

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